Speranza e disperazione

29 04 2007

Tutto è efficacia
e razionalità
niente può stupire
e non è certo il tempo
quello che ti invecchia
e che ti fa morire
ma tu rifiuti di ascoltare
ogni segnale che ti può cambiare
perchè ti fa paura
quello che succederà
se poi ti senti uguale

ma non c’è niente
che sia per sempre
perciò se è da un po’
che stai così male
il tuo diploma in fallimento
è una laurea per reagire

sai finger bene
ma so che hai fame

Un po’ di "revival" italiano oggi. E sono approdata a questa canzone. Non servono commenti o spiegazioni sul mio stato d’animo. Sorrisi e lacrime. Emozione e vuoto. Luce e buio. Sole e pioggia e arcobaleno.

non è niente
non è per sempre





Scarpe da tennis + ultima pinta

28 04 2007

Una cosa che proprio non sopporto sono i locali che prevedono un codice di abbigliamento. Non sto parlando di feste a tema o di serate speciali in cui è comprensibile avere un abbigliamento – oltre che uno stato mentale – adeguato. Sto parlando di piccoli locali di merda dove un buttafuori qualunque (non me ne voglia la categoria ma stasera sono alquanto incazzata) ti giudica in base alle scarpe e alla maglietta che porti. Questo genere di locali non mi è mai piaciuto perchè di solito denota anche un genere di musica che non mi piace ascoltare/ballare e un certo tipo di clientela con cui non mi interessa socializzare. Quindi ho sempre cercato di tenermi alla larga. Ma stasera mi sono trovata – di nuovo – in questa situazione. E la cosa che più mi ha dato fastidio è stato vedere che alcune persone hanno ritenuto più importante essere ammessi in un locale di merda che stare con i cosiddetti amici. Io avrei potuto entrare, ma no grazie. Non avrete le mie 8 regali sterline (+ i soldi delle consumazioni). Non sono qui per essere giudicata da voi che cercate di umiliare i miei amici.
E via quindi. Night bus direzione SW.
E preferisco di gran lunga finire la serata nell’Irish pub di fiducia a cantare canzoni che non invecchiano mai e guardare una procace ragazza irlandese dai capelli rossi e il vestito verde, che balla non curante del mondo attorno. Mi bevo una pinta della mia birra preferita (per la quale pagherei “solo” 3 regali sterline, ma mi è stata offerta) mentre chiacchiero con il mio sudafricano preferito. La parole scorrono senza barriere, siamo seduti vicini che quasi ci sfioriamo. Ogni tanto ci guardiamo negli occhi. E prendiamo in giro quella neo-coppia al bancone che sembra non decidersi mai. E ci sentiamo bene. E va bene così.
Bizzarra accoppiata stasera. Un’italiana e un sudafricano che passeggiano infreddoliti per le vie di SW London in cerca di un locale amichevole per un ultimo drink. E approdano in un pub irlandese.
Ma è questo che mi piace di Londra, la città che io chiamo casa. Non mi importano i locali pretenziosi che fanno selezione in base a stupidi criteri. Non mi piacciono i club di lusso. Preferisco stare con le persone che so di poter considerare amiche. Le persone che ti chiedono come va perchè vogliono davvero sapere se stai bene. Le persone per le quali piangerò quando sarà il momento di salutarsi. Le persone che ti guardano negli occhi quando è il momento di un brindisi. Le persone che quando ti abbracciano ti tengono stretta per rimandare anche solo di un attimo il momento dell’addio.
E allora stasera il mio ultimo pensiero prima di spegnere il pc va a tutti quelli che hanno deciso di vivere in un paese straniero. Che hanno voglia di conoscere gente ma non per questo dimenticano chi sono. Che sanno essere individui anche in mezzo alla massa.

A volte i viaggiatori si fermano stanchi
e riposano un poco
in compagnia di qualche straniero.
Chissà dove ti addormenterai stasera
e chissà come ascolterai questa canzone.
Forse ti stai cullando al suono di un treno,
inseguendo il ragazzo gitano
con lo zaino sotto il violino
e se sei persa
in qualche fredda terra straniera
ti mando una ninnananna
per sentirti più vicina.

Buonanotte





Poteri (e misteri) di internet

27 04 2007

Ritrovarsi “per caso” dopo anni trascorsi senza NESSUN contatto. E’ strano, emozionante, incredibile. Direi “da film”. Soprattutto se si considera le circostanze in cui ci siamo conosciuti, circa 6 anni fa…

Ero al primo anno di università e lasciavo la mia scassata citroen nel parcheggio della stazione. Un giorno trovo un fiore e un bigliettino sul parabrezza. C’era scritto qualcosa come. “Sei carina” e un numero di targa. Ricordo di aver sorriso e di aver pensato: “Spero sia stato quel tizio con la golf grigia”. Perchè non si vedevano molti giovani studenti/skaters in quella stazione e non avevo potuto evitare di notarlo… Così qualche giorno dopo faccio un giro per il parcheggio controllando le targhe (devo essere sembrata una pazza!) ed era proprio la macchina che speravo. Quindi lascio a mia volta un bigliettino, lui risponde, io lascio il mio numero di telefono. Finalmente usciamo insieme. Abbiamo passato una bella serata, a me lui piaceva, ma ricordo di aver avuto subito l’impressione di non piacergli molto… Infatti sono seguite alcune telefonate, altri incontri più o meno casuali, ma niente di più.

E nello stesso periodo ho incontrato l’EX (ovvero quello che è attualmente il mio EX, storia finita dopo 5 bellissimi anni) e quindi il giovane del bigliettino è passato in secondo piano ed è lentamente uscito dalla mia vita. Incontrarlo e chiacchierare era sempre un piacere, ma il tempo passa, le vite cambiano e ci si allontana e ci si perde.

Fino a ieri.

Mentre navigo più o meno casualmente tra blog e flog (attualmente è il mio hobby preferito quando non c’è nulla da fare in ufficio), leggo in un post il nome di una band che non mi è nuova. Collegamento veloce al giovane del bigliettino. No, non può essere vero. Vado sul sito del gruppo ed eccolo lì! Il giovane del bigliettino sembra aver fatto strada. Sapevo suonasse in un gruppo, ma ai tempi era più un passatempo adolescenziale che un impegno serio ed ora ha due album alle spalle, un paio di video, articoli, foto, comparse in tv… E il bello è che mi piacciono pure! E’ esattamente il genere di musica che sto ascoltando al momento!

Allora che faccio? Gli mando un’email all’indirizzo che trovo sul sito. Il fatto di averlo “ritrovato” è troppo incredibile per agire con indifferenza. E-mail mandata, risposta ricevuta. E i rapporti si riallacciano, seppur solo virtualmente. Ma la prossima volta che torno in Italia cerco di incontrarlo, o meglio ancora, cerco di tornare quando hanno un concerto così me li vedo dal vivo!

Poteri (e misteri) di internet…





Frammenti di Felicità (Masochismo)

26 04 2007

Una citazione letta stamattina navigando tra vari blog e flog, che ben riassume il contenuto del post:

Sognare non costa nulla, ma a volte fa più male della realtà.

Inizio dalla fine. Una foto in cui sorrido e sembro la donna più felice dell’universo. Non che sia venuta particolarmente bene. Non sono affatto fotogenica. Ma questa foto fa trasparire quello che mi esplode dentro. Mi è bastato uno sguardo per dimenticare quelle quattro lettere scritte a caratteri cubitali – probabilmente le dimensioni erano normali ma io la vedevo enorme e lampeggiante di fronte a me. Dunque, eccomi di nuovo qua a sognare ad occhi aperti. Felice come una bambina in un negozio di dolci. Lui, ancora lui. E io, la stessa di sempre, che da mesi convivo con questa ossessione. Mi godo i miei frammenti di felicità, cercando di ignorare il fatto che lui appartiene ad un’altra vita nella quale non c’è spazio per me, se non in brevi frammenti.
E quando la magia finisce e apro gli occhi alla realtà, prendo a pugni la porta di un bagno e mi sento bruciare dentro.

And it burns burns burns burns
the ring of fire
the ring of fire

E ogni volta mi dico che devo resistere, che devo darci un taglio. E la volta dopo sono di nuovo lì a cercare quello sguardo, a cercare un minimo contatto fisico, ad ascoltare la sua risata, ad aspettare una sua parola.
Un post stupido, come mi sento stupida io in questo momento, nascosta dietro a un vetro.

It’s pathetic. It’s impossible.
Like girls on stilettos,
like girls on stilettos,
like girls on stilettos trying to run.





Edinburgh

23 04 2007

Bellissima città Edimburgo.
E un bellissimo weekend alle spalle. Questa è la cronaca – assolutamente soggettiva.
Si parte alle 15:25 di venerdì pomeriggio. Dopo un’ora non siamo ancora usciti da Londra… Si preannuncia un viaggio stancante… Ma appena fuori dalla città il traffico si dirada e si corre rapidi verso nord. Resto affascinata dal fatto che sui cartelli l’indicazione fosse, appunto, un generico “THE NORTH”. Sosta in un bellissimo autogrill, quasi un’oasi di tranquillità in confronto agli autogrill italiani (che io apprezzo comunque). Una simpatica particolarità dell’area di servizio è lo stagno con le anatre. Animali di dimensioni irragionevoli e alquanto spaventose, quasi addomesticati, che vengono a mendicare patatine direttamente dalle nostre mani. Arriviamo ad Edimburgo alle 23 e collassiamo in albergo guardando gli highlights della coppa del mondo di cricket.
Sabato. Tutta la giornata in città. Se passate da quelle parti consiglio caldamente di fare il tour al Mary King’s Close, per immergersi nella Edimburgo dei secoli scorsi, e un giro al Dean Village, 15 minuti a piedi da Princes Street. Oltre ai luoghi di interesse turistico, “visitiamo” naturalmente diversi pub, in stile tipicamente britannico.
Nota di costume: in Scozia è già in vigore la legge sul fumo, quindi non si può fumare in pub e ristoranti. In più non si possono buttare i mozziconi a terra per strada, pena una multa di 50£ della nostra cara regina.
Domenica colazione sul lungo mare. Che benché triste e grigio sempre di mare si tratta. E poi si parte per il viaggio di ritorno, con sosta pranzo in un pub su suolo inglese (leggi: si può fumare!) dove mi gusto una fenomenale cheesecake con gelato alla vaniglia!
I miei colleghi si sono rivelati degli ottimi compagni di viaggio e si è creato un piacevole clima quasi familiare. All good then.
Partire, viaggiare, visitare altri luoghi, è sempre un piacere. Spero di ripartire al più presto. La prossima meta sarà probabilmente il sud della Germania a fine giugno.





Musica italiana

23 04 2007

Stamattina esco di casa, accendo l’iPod e faccio partire una playlist dal nome “italiani” che non ricordavo nemmeno di avere.

Parte la seguente canzone:

Cinzia cantava le sue canzoni
e si scriveva i testi sul diario per sentirli veri,
e proprio nell’ora di religione
quando tutto il mondo sembra buono, anche il professore,
e lo stadio era pieno, Cinzia e il suo veleno,
e lo stadio era pieno, Cinzia e il suo veleno.
Piero suonava solo la musica reggae
e i suoi capelli erano serpenti neri di medusa Marley, [...]

Seguita da questa:

Addio, Lugano bella,
o dolce terra pia,
scacciati senza colpa
gli anarchici van via
e partono cantando
colla speranza in cor,
e partono cantando
colla speranza in cor.
Ed è per voi sfruttati,
per voi lavoratori,
che siamo ammanettati
al par dei malfattori;
eppur la nostra idea
è solo idea d’amor,
eppur la nostra idea
è solo idea d’amor. [...]

E’ evidente che le due canzoni non sono in alcun modo collegate ed è alquanto bizzarro che mi ritrovi ad ascoltarle, non essendo io né una fan di Venditti né di fede anarchica. Ma in un certo qual modo adoro queste due canzoni e oggi mentre camminavo per andare in ufficio sorridevo e cantavo (come una pazza per le vie di SW London…). Piero e Cinzia mi mette di buon umore per il ritmo e il riferimento a Bob Marley. Mi sembrava di essere sotto il sole anche se il cielo di oggi è veramente grigio. E poi mi ricorda di quando ascoltavo reggae e vestivo in technicolor. Di Addio a Lugano amo il testo, che trasmette l’importanza storica di un movimento, l’impegno di persone che facevano politica per degli ideali. Non sono un’esperta di musica italiana e non l’ascolto molto perchè non mi coinvolge granché. A parte qualche rara eccezione (leggi Afterhours, Havoc, Carmen Consoli). Ma queste due canzoni (insieme a Quello che le donne non dicono, che era più avanti nella playlist) spuntate inattese in questa grigia mattina, non solo le ho ascoltate [e cantate] con piacere, le ho fisicamente sentite sulla mia pelle. Come se avessero risvegliato una parte di me semi-dimenticata ma mai del tutto abbandonata.

E’ incredibile il potere della musica. Ad una canzone del tutto innocente associamo sensazioni, momenti, situazioni e finiamo per amarla, odiarla o detestarla solo perchè ci riporta determinati ricordi. Ad esempio, ogni volta che ascolto Love is a place dei Metric non posso fare a meno di pensare a quel pomeriggio a Brighton. O se ascolto Ninnananna dei MCR (dove MCR sta per Modena City Ramblers, non My Chemical Romance – che non sopporto) penso subito al “mio” M-filosofo-pelligrino. Canzoni che fanno mi sorridere, piangere, arrabbiare, soffrire, ma che non posso fare a meno di ascoltare.

Se passate di qui, se volete, citate una canzone che avete “ritrovato” di recente che vi ha rimandato ad un ricordo o una sensazione particolare.

Intanto continuo ad ascoltare Emily Haines & the Soft Skeleton e a farmi del male… A giugno la vedo dal vivo e lì le lacrime si sprecheranno…





Preparativi

20 04 2007

Questo weekend vado ad Edimburgo. Parto tra un’oretta. Un viaggio in auto di 7 ore circa. Con due amici. Sono emozionata/eccitata come ogni volta prima di un viaggio, benché breve come questo.

Si dibatte già sulla musica da ascoltare, su che cibo acquistare per il viaggio, su dove e quando sostare.

Non sono mai andata in Scozia e sono abbastanza curiosa. Spero di divertirmi, di non fare solo la turista ma di respirare davvero un po’ di “scottishness”… Le previsioni meteorologiche ci sono avverse, si prevede pioggia per 3 giorni. Ma del resto, non è Scozia se non piove!





Friendship in London

19 04 2007

0:45. South Wimbledon.
An empty bus. A book in French, some music in English, thoughts in Italian.
That’s me.
This is London. My version of London.
Tonight I had a really good time with my girl friends. Dinner at Ed’s with Cu and M-the pianist (I wish I can meet him again). It was a great night. Sharing thoughts, hopes, fears, past and future events in different languages. Trying to understand each other as nobody else can do. Trying to draw that bridges between our lives which we know are keeping us together. And maybe the real meaning of tonight is the book I borrowed from Ed: L’Aventure des Langues en Occident (Henriette Walter). Because we speak different languages but if we are getting along so well together it’s because we have a common ground of feelings, thoughts and experiences which bring us closer. Like all the languages we were speaking tonight have a common origine.
And it’s the same for love.
The flower I took yesterday has still its smell and it’s reminding me about you.

Los besos no tienen idiomas.

So, good night to my friend from the continent and good night to M-the pianist (the only guy listening with patience to our silly talks).
And to you.





Rosa

17 04 2007

Amo il rosa.
In realtà non è vero, ma oggi nel vedere quell’unica linea rosa sullo stick mi ha riempito di una gioia sconosciuta. Vistose lacrime agli occhi seguite da un abbraccio di ringraziamento alla fedele Cu che mi ha assistito durante questa (mini) avventura finita bene.
Il rosa non mi è mai piaciuto. Mi ricordo che quando ero piccola e andavo all’asilo tutte le bambine avevano i grembiulini rosa, mentre io avevo sempre quello giallo o quello verde. Azzurro mai. “Quello è per i maschi”. Nemmeno le mie barbie (sì, lo ammetto, avevo ben 3 barbie) si vestivano di rosa. E fu allora che iniziai ad apprezzare il senso di libertà dell’essere un
po’ outsider. Non troppo però, perchè poi diventa solitudine.
E oggi mentre ero davanti allo scaffale ho optato per il rosa. Un rosa rassicurante. Dolce, ma non stupido. Non troppo tenue, ma nemmeno accecante.
Non avrei mai immaginato che a distanza di più di 20 anni mi sarei ritrovata ad ammettere che riesco ad apprezzare questo colore “da femminucce”. Quell’unica linea rosa, rassicurante, mi ha fatto finalmente tirare un sospiro di sollievo. Ripresami dalla gioia/emozione, ho mandato un sms a Pà e Rò dall’altra parte della manica. So che erano preoccupate per me, ma tranquille ragazze, non siamo “uno in più”. Non per ora.
So che il colore in questi casi non c’entra nulla, ma oggi amo il rosa!
Se qualcuno passando per caso di qui si fermasse a leggere tutto il post, vorrei dirgli/dirle che stasera si festeggia. Pago io per tutti!





Pensarti (27/12/06)

16 04 2007

Un vecchio pezzo che ho ritrovato. Ed è terribilmente attuale…

Ti ho pensato. Intensamente. Immensamente. A volte con un sorriso. A volte triste e incazzata. Hai fatto una cazzata. Ho fatto una cazzata. Ma a me brucia. Tu non verserai mai lacrime per me. Ma questa consapevolezza non basta ad asciugare le mie. Tra una settimana ti rivedrò. Nulla sarà più come prima. Spero tanto di trovarti lì con il tuo solito splendido sorriso per me, ma forse non succederà. Forse non succederà più. Ho voluto vivere il mio sogno ed ora non mi resta altro che un pugno di ricordi e un letto vuoto e desideri inappagati. Camminavo percorrendo la solita strada. La nostra strada. E ascoltavo la musica che tu mi hai insegnato ad ascoltare. E per una volta non immaginavo di parlare con te. Pensavo a te. A casa. Ascoltando quella stessa canzone. Che parla di me. E mi sono chiesta se te ne sei accorto. Se ti sei mai fermato ad ascoltare il testo. Se ti sei mai chiesto cosa vogliono dire quelle parole cantate in francese. Se ti sei mai sentito parte di quella canzone. Mi sono chiesta cosa hai provato per me quando hai deciso di tenermi per mano. Cosa hai provato per me quando sei entrato in questa casa. Quando mi hai baciato per la prima volta e quando non hai voluto baciarmi per un’ultima volta. Stavo per scrivere che spero tu sia felice, ma una parte di me vorrebbe che non lo fossi. Quella parte di me vorrebbe che pensassi a me. Che mi desiderassi come mi hai desiderato quella sera.