Mi sto impegnando nel processo di guarigione. Sta funzionando. Stavolta è fatta. Ma sono passate solo tre ore tre e mi sto già facendo troppe domande. E il piede si agita svelto, nascosto sotto la scrivania. Mani rapide digitano sulla tastiera. Mi volto ogni volta che sento una (la sua) voce. Respiro.
Broken bones may hurt
but a broken heart will never mend
Spero non sia vero. Ogni settimana una cicatrice nuova.
Ascolto musica. Non di qualità. No no. Musica veloce. Una musica che non lascerà un segno profondo nella mia vita. Ma non mi importa. Oggi (in questo periodo) va così. È questa musica che mi aiuta a guarire dalla mia ossessione. Una musica poco complicata, che non mi fa pensare. Quando la mente sarà un po’ più libera si passerà ad altra musica. O si spegnerà la musica e ci si perderà in un bel libro da centinaia e centinaia di pagine.

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