Polline e pioggia

30 05 2007

Mi sono alzata di buon ora stamattina e sono uscita di casa (non la mia) molto presto rispetto al solito. Volevo passare da casa (la mia), farmi una doccia, mettermi dei vestiti puliti e rendermi presentabile per l’ufficio. Quindi alle 7:16 chiudo la porta blu alle mie spalle e mi avvio a piedi in questa grigia mattinata londinese. Svolto l’angolo e mi trovo in un’atmosfera fatata. Bianche fatine volteggiano nell’aria (per me sono fate, tanto non sono allergica al polline). Leggera pioggia sottile cade silenziosa sulla strada deserta, sulle case addormentate, sui pochi passanti che si affrettano verso la stazione. E io passeggio, lentamente, mi godo questa mattinata che non ha nulla di speciale, ma proprio per questo è speciale. Quasi sorrido. Questa passeggiata in solitaria è la conclusione di una bella serata tra amici, seguita da un sonno privo di sogni, tra le braccia dell’amico A (ben tornato in scena).

Tutto va come da programma, anche più rapidamente del previsto, e alle 8:10 esco di casa (la mia) e mi avvio ancora a piedi. L’atmosfera non è più fatata, è solo una grigia mattina londinese. Ma dopo qualche passo incontro il mio fratello sudafricano e camminiamo insieme verso l’ufficio. Ci concediamo un cappuccino visto che siamo in anticipo. E chiacchieriamo e sorridiamo e non sembra quasi di dover andare al lavoro.

Poi arrivo qui. “Morning” to everybody. Sorrisi.

Mi volto e vedo lui.

E’ una bella giornata.





Personaggi

28 05 2007

Un commento lasciatomi da un amico mi ha riflettere su questo blog. Prima di procedere sarebbe bene fare luce sui personaggi che affollano i miei post o che compaiono ogni tanto. Un po’ come fermarsi, respirare, rimettere insieme le idee e ripartire. Quello che dovrei fare anche nella mia vita…
I personaggi costantemente presenti in questa storia (per lo meno in questa fase) sono:
- io (no comment).
- L’ex: l’unico ragazzo di cui sia mai stata davvero innamorata. Una storia durata 5 anni, gli ultimi mesi arrancando. Ora siamo amici, davvero, e visto quando sia profonda la nostra relazione ora, siamo convinti che lasciarci sia stata la cosa migliore che abbiamo fatto. Che ci sia spazio per un ritorno, in futuro?
- McDreamy (o baby hubby per Andy): non sto a raccontare di lui. Basti sapere che è entrato in questa storia verso la fine di novembre e tra distanze e riavvicinamenti è ancora qui. Anche se non c’è stato più nulla di concreto, sento il mio cuore implodere quasi ogni volta che mi sorride. Da 6 mesi è la mia ossessione costante.
- zio W: non so se ho già parlato di lui, ma sicuramente lo farò. E’ un ottimo amico, prima che un collega. Mi dà sempre ottimi consigli che io mi ostino a non ascoltare, per poi telefonargli e dirgli: “Avevi ragione tu anche sta volta. Non imparerò mai!” Spero mi porti un regalo da Tokyo.
- capo A: il mio supervisor. Una persona splendida. Intelligente, sa fare benissimo il suo lavoro, ma è un capo umano ed è un piacere lavorare con lui. E poi riesce pure a sopportare i miei scleri!
- Ed: libera e indipendente. Ci abbiamo messo un anno a diventare amiche, ma ora ci tengo a lei. Riusciamo a capirci al volo, ci basta uno sguardo per sapere se l’altra ha voglia di parlare, essere lasciata sola, andare a bere… In questo siamo una coppia perfetta. Mi mancano i venerdì sera con lei. Magari usciamo il prossimo venerdì.
- l’amica spagnola: dolce e solare e sempre all’attacco con la sua amicizia estroversa anche se un po’ troppo invasiva per i miei gusti. A volte ti viene da chiedere: “Dov’è l’interruttore per spegnerla?!?” ma è una brava persona e una buona amica.
- il “fratello” sudafricano: il più bel ragazzo dell’ufficio. Peccato che ora passi al 2° piano. E’ una persona intelligente, dolce, sensibile, attenta all’aspetto ma non per questo vuota. C’è voluto del tempo, ma ho imparato a conoscerlo e ora gli voglio davvero bene. L’abbraccio che mi ha dato venerdì, l’ultimo abbraccio da QA, mi ha trasmesso tanto. Spero di non perderlo. Ora si è anche trasferito nel vicinato!
- le ragazze (ovvero Rò, Pà e Clà): sono le tre amiche con cui passavo tutto il tempo in università. Mi sono state vicine nei momenti + belli e in quelli + brutti e io ho cercato di essere lì per loro. Ora che sono lontana sono il mio sguardo su Milano, sugli amici che ho lasciato lì e sul mio ex-mondo. Con Rò e Pà poi c’è un legame particolare. E soffro parecchio di questa distanza. Spero di vederle presto.

Poi si sono delle comparse maschili:
- A: Irish-gipsy. Con lui c’è stata una sorta di storia durata per mesi, senza mai diventare ufficiale. Sono stata male per lui, ero confusa e fragile. Ma è acqua passata. Sono felice di averlo rivisto settimana scorsa e di averci finalmente parlato. Domani è il suo compleanno.
- J: amico di amici. Con lui ho passato un bel weekend londinese. Mi ha regalato la più bella domenica pomeriggio da quando sono a Londra e il giorno dopo ha ripreso il largo. Sono quasi sicura che le nostre strade si incroceranno di nuovo, ma quella magia ormai è passata.
- “il mio ragazzino”: giovincello canadese conosciuto nel solito disco-pub-bar. Piacevole parlare con lui. Credo che avrei dovuto essere meno timida e non mollare. Ma è solo un ragazzino…
- lo skin: lui dice di non essere uno skin-head, gli piace solo lo stile. Concediamogli il beneficio del dubbio. Anche perchè quando sorride è proprio dolce. Nella prima conversazione che abbiamo avuto gli ho chiesto se era nazista… Persona senza dubbio interessante, solo che abbiamo iniziato male (non solo per quella conversazione) e ogni volta che ci guardiamo arrossiamo e ci voltiamo.
- lo skater: è comparso solo in un commento. Lo includo solo per aggiornare l’amico che l’ha nominato. Siamo andati avanti per circa 2 settimane con delle email interessanti, poi si è autoeliminato. Meglio così. Non se parla più.

Un po’ più di chiarezza nel blog e un po’ più di chiarezza nella mia testa.
E domani si torna al lavoro. (sorrisetto)





Lacrime notturne

27 05 2007

Non sto bene.
Finché sono impegnata, finché sono sotto pressione sono una macchina. Non perdo un colpo. Sempre tesa, razionale, rapida, concentrata.
Appena mi rilasso però qualcosa esplode dentro di me e sono completamente persa nei miei deliri. Come ora. Con il viso ancora una volta bagnato di lacrime che mi ero ripromessa di non versare più per una ragione così futile.
Ho già perso abbastanza tempo, lacrime ed energie. Devo smetterla. Ma come? E poi, in fondo, non voglio guarirne, perchè un po’ di autocommiserazione mi caratterizza, da sempre. Ritrovo me stessa nel mio stare male. E quindi mi richiuderò a riccio. Starò male quanto basta per capire che sono patetica e che valgo di più. Starò al buio quanto basta per capire che non è la sua luce quella che cerco. Perchè non solo di crisi sentimentale si tratta. E’ più una crisi “spirituale” – personale. Nel senso che continuo a cercare.
Di ostacoli ce ne sono veramente tanti. A volte non me ne accorgo ma resto incatenata quando invece dovrei correre. E di certo questa “non-storia mai iniziata e (forse) finita senza però scrivere la parola fine” non mi sta aiutando per nulla. E’ banale, è patetico. Da mesi ripeto le stesse cose.
Il suo viso sul cuscino. La sua mano che stringe la mia. Il suo sorriso in una mattina di sole. Il suo sguardo che mi cerca di nascosto. Il suo profumo che ho imparato a riconoscere.
Ogni volta che sono convinta di avere fatto un passo avanti, in realtà ne ho fatti due indietro.
Buona notte





Tardo pomeriggio al parco

23 05 2007

Londra e i suoi parchi. Ecco un’altra cosa che mi piace di questa città. Trovi sempre uno spazio verde in cui rilassarti. E visto che ieri il tempo era quasi estivo, mi sono concessa un paio d’ore al sole mentre i colleghi + l’amica spagnola giocavano a calcio. La tentazione di partecipare al gioco era forte (non fortissima…) ma che sono pigra lo si sarà già intuito. Quindi sono rimasta sulla panchina, o sull’erba, a prendere il sole, fare foto e godermi il sole che finalmente è tornato dopo settimane di pioggia e temperature semi-invernali.

E poi c’erano anche le anatre! Perchè la cosa bella dei parchi di Londra – e probabilmente è lo stesso in ogni altra città del mondo, ma questa è la “mia” – è che gli animali convivono con gli umani, quasi sempre pacificamente. A volte la fanno loro da padroni, come i corvi giganti di Clapham Common, ma questa è un’altra storia e purtroppo non ho foto a riguardo…

E’ stata una bella serata, sì. Dopo 9 ore in ufficio uscire e godersi il sole fino alle 8:30 di sera non è cosa da sottovalutare da queste parti. Sono più rilassata, sorridente e persino un po’ abbronzata. Mi piace l’idea di aver unito una serata con gli amici, la natura, il sole e qualche piccolo sogno realizzato.





Oblio

21 05 2007

Dimenticare un dolore, dimenticare un amore, dimenticare una passione che ci ha reso folli o stupidi. Dimenticare le zone d’ombra del nostro passato. Sarebbe come cancellare una parte di sé. Cancellare anche una parte di quelle cose che ci hanno fatto sorridere, alzare lo sguardo al cielo e respirare profondamente, ridere. Dolore e gioia, pianti e sorrisi, sono solo due facce di una stessa medaglia dove una non avrebbe senso di esistere se manca l’altra. Solo al momento della perdita ci accorgiamo quanto una persona, una sensazione, un’emozione siano importanti.
Penso e penso e penso stasera, prima di andare a dormire. Con gli occhi che non mi stanno aperti ma il cervello non si spegne.

How happy is the blameless vestal’s lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!

Stasera però si ricorda e si fa tesoro di ogni esperienza, perchè le cose che contano (belle o brutte che siano) prima o poi ce le ritroviamo davanti. E se non possiamo avere una reale seconda chance, almeno abbiamo modo di riviverle dentro di noi, vederle con occhi diversi e magari un po’ cambiarle.

Buona notte





Gli ultimi 5 giorni

20 05 2007

Oggi è domenica e non scrivo da martedì. Non che sia successo qualcosa di straordinario, ma questo spazio mi mancava. Quindi cerco di raccontare con ordine questi ultimi 5 giorni.

Mercoledì
Cena con l’ex. Una serata bellissima: un’ottima cena cucinata da lui + dolce portato da me, chiacchiere, musica e tante (forse troppe) coccole. Perchè ufficialmente è il mio ex, ma in pratica ora è il mio migliore amico. E avevo davvero bisogno di essere ascoltata, coccolata, consigliata da qualcuno che probabilmente mi conosce meglio di me. Ma forse ci siamo detti troppe cose. Non so. Però è stata dura lasciare quella casa e buttarmi sotto la pioggia londinese per tornare a casa. E’ come se fosse una storia lasciata in sospeso…

Giovedì
Non ho dormito molto mercoledì notte. Motivo? Vedi paragrafo precedente… Bhè, arrivo al lavoro di corsa perchè sono convinta di essere in ritardo. Mi sento da schifo. Ho l’umore ballerino. Ho una discussione con un collega (fortunatamente non per motivi lavorativi) e mi sento moralmente a pezzi. Ho costantemente le lacrime agli occhi. Tipica mattina da esaurimento nervoso. E ho solo 26 anni! Verso l’una il mio capo preoccupatissimo mi consiglia di andare a casa. Vado a casa e piango/dormo per tutto il pomeriggio e serata. Ringrazio amici e colleghi che mi hanno mandato sms di sostegno per uno sfogo emozionale che non aveva motivo di esistere.

Venerdì
Riposata, quasi felice, mi faccio un cappuccino con croissant e sono pronta per affrontare la giornata. Buone notizie sul fronte lavorativo. Buone notizie sul fronte amici, con molta delicatezza e dolcezza mi si avvicinano per chiedermi come va e mi sento amata. Nel pomeriggio posso finalmente parlare con McDreamy (più bello del solito) e poi pub con gli amici seguito da gita in Soho (altro pub + cena + altro pub). Torno a casa con A, incontrato di nuovo dopo 2 mesi di assenza e passiamo ore ed ore a parlare e raccontarci di noi. E arriviamo alla conclusione che non ha funzionato per vari motivi (principalmente per colpa sua!) ma sentiamo uno la mancanza dell’altra per quanto riguarda un rapporto amichevole. Quindi cercheremo di non perderci (e anche qui dipende principalmente da lui…)

Sabato
Mattina – pulizie casalinghe
Primo pomeriggio – treno + tube e sono in Oxford Circus. SHOPPING! Ho speso dei bei soldini ma ho comprato un bel po’ di roba. Era tanto che non mi divertivo facendo shopping! Credo che l’ultima volta sia stata quando mi sono fatta trascinare da un amico per i Seven Dials a caccia di un top “colorato” per la festa di natale. Era Novembre… E proposito di colori, non ho comprato solo vestiti neri! Mi sono addirittura concessa un maglioncino a righe rosse e bianche e una maglietta verde!
Serata in casa con la coinquilina con un film noiosissimo in sottofondo e tante chiacchiere che accompagnavano la cena a base di pasta al forno e gelato.

Domenica
Sono al lavoro. Oggi faccio 10-17. Il che significa che tra un’ora sono libera. Non ho programmi per la serata. Credo che mi ciberò con la pasta avanzata ieri e poi film o magari finisco il romanzo che sto leggendo.

Ho visto un bel film recentemente: This is England. Consigliato a tutti quelli che si interessano di storia politica/sociale inglese e non, visto che alcuni tratti sono ritrovabili anche in Italia.





Parole d’altri

15 05 2007

Il vero titolo di questo post dovrebbe essere “Nero”. Ma già il post di ieri aveva questo titolo, anche se per motivi diversi. E questo post non andrà nella categoria “colori” bensì “deliri”. Stavo ascoltando una canzone e ho realizzato che parlava di me.

We only said good-bye with words
I died a hundred times
You go back to her
And I go back to black

Niente di speciale, lo so. Chi non c’è passato?
Ma brucia, brucia sempre. Quindi, per la serie “blog come terapia”, lo metto di nuovo nero su bianco, cercando di esorcizzare un sentimento che ormai è ossessione.





Nero come…

14 05 2007

… il cioccolato extra-fondente. Lo so che tecnicamente è marrone scuro, ma nella mia mente lo considero nero, tanto per distinguerlo da un “normale” cioccolato.

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Da quando sono oltremanica mi è stato difficile, se non addirittura impossibile, trovare dei sapori che mi rimandano a dei ricordi – piacevoli o no – dei 26 anni che ho alle spalle. Ma l’altro giorno è successo. Un pezzettino di cioccolato extra fondente che ha aperto una finestra nella mia mente e sono affluiti dei ricordi. In stile “madeleine” di Proust.
Rivedo mia sorella in cucina che impasta il suo dolce preferito e io che approfitto delle sue distrazioni per “assaggiare” l’impasto. Quel dolce che doveva rimanere per troppo tempo in frigo. E poi noi 5 a tavola, dopo cena, che mangiamo una fettina dopo l’altra e continuiamo a dirci: “questa è l’ultima!” E poi ridiamo tutti insieme. E ora, con una lacrima pronta a cadere, mi rendo conto che avremmo dovuto farlo più spesso.
Dolci ricordi, scusate la banalità… E dire che quando ero piccina il cioccolato fondente proprio non mi piaceva. Era troppo amaro e mi faceva strizzare gli occhi. E oggi lo considero una perla di purezza culinaria. E’ facile trovare deliziosi cioccolati di ogni tipo, per tutti i gusti e fantasie. Ma il fondente… 85% di cacao… Quel pezzettino di cioccolato nero ha davvero colorato il mio sabato pomeriggio.
Tanto più perchè mi è stato offerto da una persona che ha dimostrato di conoscermi più di quanto io mi aspettassi. E così ora, grazie all’effetto madeleine, al cioccolato fondente associo dei bei ricordi nuovi di zecca e sarà ancora più difficile guarire…





Più delirante del solito

12 05 2007

Difficile descrivere quello che è successo oggi. Ancora più difficile è descrivere i sentimenti provati.
E stasera non mi va proprio di essere obiettiva. Procediamo con un riassunto… iniziando, come è logico dalla fine.
Sono semi distesa a letto con il portatile sulle ginocchia.
Ascolto i MUSE. Per disperazione.
Ho i capelli bagnati perchè mentre camminavo verso casa si è messo a piovere.
Sono andata a vedere se ci fosse la sua macchina parcheggiata, ma probabilmente l’ha spostata vicino al cocktail bar.
La serata è terminata nell’Irish pub di fiducia dove non volevano farmi entrare perchè secondo il buttafuori dimostro meno di 21 anni. (grazie, ma ne ho 26 e le rughe lo dimostrano…)
Serata tipica nell’unico disco-club-pub decente.
Ho finalmente parlato con il “mio” ragazzino ma ho rovinato tutto per timidezza.
Ho ballato (chi? io?) della musica che mi fa abbastanza schifo.
Ho preso a pugni (di nuovo) la porta del bagno. E domani avrò la mano gonfia.
Ho perso il conto dei cocktail che ho bevuto.
Ho cercato di riallacciare una conversazione sospesa da mesi con lo skin della compagnia (ma non mollo, lunedì ci scatta l’email!)
Ho brindato con la fedele amica Ed. grazie di esistere!!!
Mi sono lanciata nell’ennesima confessione tra le lacrime a proposito di McDreamy, mentre lui stava poco distante da me e lo sentivo ridere con i suoi amici.
Il mio cuore si è fermato quando l’ho visto entrare.
Ho accettato l’invito di un’amica per un drink.
Ho sclerato pesante quando ho sentito la voce di lei al telefono che gli chiedeva dov’era, mentre io ero accanto a lui e guardavo il suo sorriso dissolversi.
Bene, questo è stato il mio pomeriggio/serata. ora dovrei cercare di dormire perchè domani si lavora. Sto tremando dal freddo. Dannato tempo inglese. E non ho per nulla voglia di andare a dormire da sola.

Rather give te world away
then wake up lonely…





The sun is (not) up

11 05 2007

The sun is up
I’m so happy I could scream
And there’s nowhere else in the world I’d rather be
And here with you it’s perfect
It’s all I ever wanted, oh
Almost can’t believe that it’s for real.

E infatti non è realtà, ma solo una canzone che stavo ascoltando stamattina. Una canzone che non mi piace nemmeno troppo, non me ne voglia Robert Smith. Ma stamattina è capitata mentre attraversavo il parco e c’era davvero il sole (che ora è già sparito). E ho sorriso. Perchè è vero che non c’è nessun altro posto dove vorrei essere ora (e non si parla di vacanze, ma di un luogo dove sentirsi a casa) E vorrei essere qui con te, e tecnicamente siamo "qui" insieme, anche se praticamente non lo siamo. Deliri, sempre deliri.