Oggi non ho ancora parlato con il mio McDreamy. Ci siamo solo detti buongiorno stamattina, poco prima delle nove. Lo seguo con lo sguardo mentre cammina. Ogni tanto ci scambiamo un’occhiata. Ma ci ignoriamo. Solo per un attimo ho sentito la sua voce quando ho incrociato la sua strada. Io canticchiavo, inconsciamente, una canzone che sa anche lui. E il ragazzino, gentile come al solito, mi ha detto “Shut up, A…”. Sorridendo. Io ho risposto con un sorriso, continuando a canticchiare. Sarò patetica, ma adoro sentirlo pronunciare il mio nome. E’ come se fosse tutto un bellissimo e stupidissimo gioco, come quello che stavamo giocando mesi fa. Quasi cinque mesi fa. Ma non porterà a nulla. Questa vita non è un film. Questa non-storia non ha futuro. Io non ho nessun futuro pianificato. Non ho una casa mia, non ho obblighi nei confronti di nessuno, non ho scadenze (bollette a parte). Lui invece un futuro ce l’ha, ed è ben definito. E non si può cambiare. E non sarò io a cambiarlo. Pateticamente scrivo da mesi le stesse cose. Pateticamente mi nascondo consapevolmente la verità.
Here’s the truth about the truth:
it hurts.
That’s why we decide to lie.

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