Ieri era bank holiday e vinta l’estrema pigrizia dovuta ad un tempo terribile, ho raggiunto un gruppetto di amici a Camden.
Mi ricordo la prima volta che ci sono andata. Tre o quattro anni fa. I colori, la gente, i profumi, la musica. Ora le cose sono un po’ cambiate. Camden Town ha un aspetto più pulito e più ordinato. Ma l’atmosfera è sempre inconfondibile. Cibo da ogni parte del mondo, vestiti e accessori per tutti i gusti. E poi la gente. Camden
meriterebbe una visita anche solo per guardare la gente. Dal finto punk “della domenica”, al ragazzino neo-metallaro, dal cyberpunk al neo hippie. Girare per i mercati, annusare l’aria che sa di spezie, ridere e chiacchierare con gli amici in diverse lingue, fermarsi sulle rive del canale e sorridere al sole, che ci dà il benvenuto a nord e riesce ad asciugare i nostri jeans inzuppati dall’acquazzone che abbiamo lasciato in South London. Un bel pomeriggio di relax, conclusosi con cibo giapponese nel mio ristorante preferito. E poi un lungo viaggio in metropolitana direzione sud. Direzione casa. Una “house” che sto iniziando a sentire “home”, o meglio, una città che inizio a sentire “home”. Sono tornata stanca, ma sorridente e rilassata. Pronta ad affrontare una nuova (più corta) settimana lavorativa. Sarà una settimana tranquilla sul piano uscite serali, perché Londra si sa, è bella ma costa cara. Vedremo cosa riserva il prossimo weekend.

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