… il cioccolato extra-fondente. Lo so che tecnicamente è marrone scuro, ma nella mia mente lo considero nero, tanto per distinguerlo da un “normale” cioccolato.

Da quando sono oltremanica mi è stato difficile, se non addirittura impossibile, trovare dei sapori che mi rimandano a dei ricordi – piacevoli o no – dei 26 anni che ho alle spalle. Ma l’altro giorno è successo. Un pezzettino di cioccolato extra fondente che ha aperto una finestra nella mia mente e sono affluiti dei ricordi. In stile “madeleine” di Proust.
Rivedo mia sorella in cucina che impasta il suo dolce preferito e io che approfitto delle sue distrazioni per “assaggiare” l’impasto. Quel dolce che doveva rimanere per troppo tempo in frigo. E poi noi 5 a tavola, dopo cena, che mangiamo una fettina dopo l’altra e continuiamo a dirci: “questa è l’ultima!” E poi ridiamo tutti insieme. E ora, con una lacrima pronta a cadere, mi rendo conto che avremmo dovuto farlo più spesso.
Dolci ricordi, scusate la banalità… E dire che quando ero piccina il cioccolato fondente proprio non mi piaceva. Era troppo amaro e mi faceva strizzare gli occhi. E oggi lo considero una perla di purezza culinaria. E’ facile trovare deliziosi cioccolati di ogni tipo, per tutti i gusti e fantasie. Ma il fondente… 85% di cacao… Quel pezzettino di cioccolato nero ha davvero colorato il mio sabato pomeriggio.
Tanto più perchè mi è stato offerto da una persona che ha dimostrato di conoscermi più di quanto io mi aspettassi. E così ora, grazie all’effetto madeleine, al cioccolato fondente associo dei bei ricordi nuovi di zecca e sarà ancora più difficile guarire…

Aiuti dal pubblico