Polline e pioggia

30 05 2007

Mi sono alzata di buon ora stamattina e sono uscita di casa (non la mia) molto presto rispetto al solito. Volevo passare da casa (la mia), farmi una doccia, mettermi dei vestiti puliti e rendermi presentabile per l’ufficio. Quindi alle 7:16 chiudo la porta blu alle mie spalle e mi avvio a piedi in questa grigia mattinata londinese. Svolto l’angolo e mi trovo in un’atmosfera fatata. Bianche fatine volteggiano nell’aria (per me sono fate, tanto non sono allergica al polline). Leggera pioggia sottile cade silenziosa sulla strada deserta, sulle case addormentate, sui pochi passanti che si affrettano verso la stazione. E io passeggio, lentamente, mi godo questa mattinata che non ha nulla di speciale, ma proprio per questo è speciale. Quasi sorrido. Questa passeggiata in solitaria è la conclusione di una bella serata tra amici, seguita da un sonno privo di sogni, tra le braccia dell’amico A (ben tornato in scena).

Tutto va come da programma, anche più rapidamente del previsto, e alle 8:10 esco di casa (la mia) e mi avvio ancora a piedi. L’atmosfera non è più fatata, è solo una grigia mattina londinese. Ma dopo qualche passo incontro il mio fratello sudafricano e camminiamo insieme verso l’ufficio. Ci concediamo un cappuccino visto che siamo in anticipo. E chiacchieriamo e sorridiamo e non sembra quasi di dover andare al lavoro.

Poi arrivo qui. “Morning” to everybody. Sorrisi.

Mi volto e vedo lui.

E’ una bella giornata.