Il mattino ha l’oro in bocca… (?)

28 02 2008

Oggi.
Svegliata tardi e col mal di testa.
Incazzata con me.
Dopo una notte di sonno inquieto e sogni che non facevo da tempo. Non cerco nemmeno di interpretarli, perchè so già che non ne verrebbe fuori nulla di buono.
Mi sento brutta e sbagliata. E credo che in situazioni così dovrei semplicemente pensare e fare cose che mi facciano stare bene.
Inizio con l’ascoltare della musica che non mi intristisca ulteriormente. Scusa Cat Power, ma non è proprio il momento. E l’opzione cade di nuovo su V.V.
Perdere la testa. Stare così bene da non avere limiti. Abbassare la guardia. Eliminare barriere.
Ma forse non è così che dev’essere. Forse ho davvero perso la testa e sto perdendo anche me. Sono solo brutti pensieri senza motivo di esistere.
È solo che oggi ho bisogno di attenzioni.

E mentre ascolto per l’ennesima volta la verità mi chiedo quale sia la verità. La verità è che mi piace essere innamorata. Mi fa sentire bene. Mi sento bella e forte e ho un passo sicuro. E poi ci sono mattine come questa, in cui mi sveglio triste e non mi basta pensare a settimana prossima per sorridere.

La verità è la verità.

La verità è che vorrei tornare qui:

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Hangover

23 02 2008

Ieri sera sono uscita dal letargo. Anche se all’inizio non ero troppo entusiasta, ammetto di aver passato una bella serata e di essermi divertita. E di aver bevuto un po’, in regola con gli standard inglesi. Era da tanto che non passavo una serata piacevole e festaiola come quella di ieri. I festeggiamenti sono stati organizzati per salutare un altro collega che ha abbandonato la nave. Si è iniziato nel tardo pomeriggio al pub e si è terminato in tarda serata a casa sua. Non so a che ora sono arrivata a casa, so solo che a un certo punto ho preso un taxi con Capo A e il dottore madrileño e poco dopo sono crollata sul mio letto, addormentandomi con la luce accesa. Oggi, quindi, sopravvivo. Con un bel mal di testa e come unico programma guardare le partite di rugby. L’Italia sta perdendo 6 -5 contro il Galles, in una partita che potremmo anche vincere, se solo smettessimo di fare errori stupidi.

Stasera poi so già che passerò un po’ di tempo al telefono con l’amico di Barcellona. E come quasi tutte le sere, ci racconteremo come abbiamo passato la giornata, ci diremo che ci manchiamo, che mancano 13 giorni prima che io vada là, che vorremmo addormentarci abbracciati. Forse si è capito dal modo in cui ho elencato le cose, ma a volte vivo queste telefonate come un “dover fare rapporto”. So che skype è l’unico modo per accorciare le distanze e ho davvero voglia di sentire la sua voce, ma non sono mai stata un amante delle telefonate e non mi piace dover trovare qualcosa da dire, forzare la conversazione. Purtroppo non so essere brillante tutte le sere, soprattutto se ho avuto una giornata pesante in ufficio, quando magari avrei preferito passare il pomeriggio in biblioteca a studiare, in giro per mostre o a bere un vanilla latte in caffetteria. Nell’ultimo periodo ho ricominciato a stressarmi al lavoro, sperando che un cambiamento arrivi presto. Dovrei iniziare ad aggiornare il CV, e magari tradurlo in spagnolo, tanto per averlo pronto da postare nell’eventualità che succeda il peggio. Tra le pressioni al lavoro e le distanze, non è un periodo facile. Ma del resto, quando lo è stato?

Oggi mi riposo, domani faccio le pulizie e la spesa e se sono ispirata vado a cercare una borsa e faccio la tinta ai capelli. Insomma, un weekend all’insegna della normalità e della calma casalinga per ricaricare le energie prima di lunedì.

E alla fine del primo tempo il punteggio è: 13 – 8.





Notizie

18 02 2008

Dopo un periodo di isolamento dai fatti del mondo, mi sono risvegliata affamata di notizie. Purtroppo sull’indepent di sabato ho trovato ben pochi articoli interessanti. Avrei certo avuto fortuna se fossi interessata alle creature marine (articolo di due pagine sulle meduse) o ai fenomeni dello shobiz (altri due paginoni su una cantante/attrice di musical “scoperta” in un programma televisivo). Mi è andata un po’ meglio con l’edizione della domenica e quella di oggi.
Da ieri, quindi, ci sono 193 nazioni al mondo. Il Kosovo è indipendente, ma la Serbia ha già detto che non lo riconoscerà mai. E tanto per mettere i puntini sulle famigerate “i”, ci sono già stati scontri tra la polizia e dei dimostranti a Belgrado. Come a dire che la terra nei Balcani non smette mai di tremare.
Altra notiziona che tiene un po’ col fiato sospeso sono le elezioni in Pakistan. E l’articolo di oggi condensa nelle righe iniziali il clima e le aspetattive generali:

Pakistani elections are excellent value for the spectator. There are the huge and colourful jalsas (rallies) providing free entertainment; the raucous but generally good-humored demonstrations at which effigy-burning is a staple; [...] the endless titillating conspiracy theories.

Staremo a guardare pensando alle prossime elezioni italiane. E vorrei tanto evitare l’argomento Italia, ma proprio non ce la faccio! Il mondo gira senza che la mia vita cambi, ma non posso fare a meno di incazzarmi…
In vista delle elezioni, come al solito, i nostri politici fanno del loro meglio, che poi risulta essere del loro peggio. Dichiarazioni smentite in un batter di ciglia, cene a casa si un “leader” o di un altro. Alleanze che in sostanza non sono altro che matrimoni combinati. Ma ciò che spaventa più di tutto è l’impressione che da ogni fronte si stiano muovendo in direzione repressiva, cercando di limitare persino le legali libertà di scelta degli individui. Ed ovviamente sto pensando alle forze dell’ordine che fanno irruzione (senza mandato?) al policlinico di Napoli. Un clima davvero da “involuzione”. L’Italia non solo sta perdendo terreno in Europa in campo economico, ma anche come società sembra vada sempre peggio.

Un’ultima notizia che riporto, e che mi ha lasciato anch’essa un po’ perplessa, è a proposito di arte/musica/soldi. A fine mese il quadro usato come copertina di “Daydream Nation” dei Sonic Youth andrà all’asta. Gli esperti (?) si aspettano che l’opera - Kerze – di Gerhard Richter venga venduta per una cifra molto superiore al prezzo di catalogo, il quale ammonta a 2 milioni e mezzo di sterline.
Io mi limito ad ascoltare l’album e a postare una foto trovata in rete.

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Rose rosse, bigliettini, definizioni

14 02 2008

Impossibile definire l’amore, specialmente in giornate come queste. Forse la chiave sta nel non farsi domande e lasciarsi scuotere dal vento.

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Quella era la strana funzione dell’arte: arrivare col caso a persone a caso, perché tutto è a caso nel mondo, e l’arte ce lo ricorda, e per questo ci immalinconisce e ci conforta. Non spiega nulla, come non spiega il vento: arriva, muove delle foglie, e gli alberi restano attraversati dal vento, e il vento vola via.-

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(Antonio Tabucchi, “Vagabondaggio”, in Il gioco del rovescio)




Due lacrime e poi

7 02 2008

Chiusa in un guscio
fatto di poesie malinconiche.
Parlare e capirsi con canzoni d’altri.

Mi sento le parole aggrovigliarsi
in gola e soffocarmi
anziché uscire.
Diventano indecifrabili.

Io, stasera. Antipatica
e brutta. Senza voce
per raccontare.

Nervosa stringo la matita
e la spingo sul foglio.

Libera di essere asociale.
Libera di stare zitta
durante una conversazione.

[rumore della matita sul foglio]

Silenzi che cerco;
so che c’è qualcuno
all’altro capo del filo,
ma mi godo il silenzio.

Il silenzio rassicurante,
il silenzio della compagnia
e non della solitudine.

Il silenzio che comunica
quando le parole sono
prive di significato.

Il silenzio che calma
il respiro inquieto.

E il battito solitario
si fa suono e voce.
Un fruscio che segna
le distanze.
Un respiro che richiama
ricordi.

Distrazione rompe l’incanto.





Cala il sipario

2 02 2008

Ho dato un ultimo abbraccio al giullare. Sento ancora la sua mano che accarezza la mia, mentre sussurro “Take care of yourself, ok? Good luck!”

Questa sigaretta è per te.
Per tutte quelle che ti ho regalato in cambio di un sorriso. Per la tua energia capace di avvolgermi nelle mattine più grigie. Per quegli abbracci che mi hanno salvato quando mi sentivo svanire. Per quelle parole dette nel modo giusto al momento giusto.

Questo cielo stellato è per te.
Per tutti quei cieli che abbiamo osservato insieme, parlando di stelle, di altri mondi che solo tu sai creare e che hai saputo farmi immaginare. Per tutte quelle serate che hai salvato con uno sguardo.

Una fredda serata londinese, la prima notte di febbraio. E tu non ci sei più. Domenica prenderai un aereo lasciandoti alle spalle un lavoro, una casa, una nazione. In tre giorni la tua vita cambierà. E un po’ cambierà anche la nostra; la vita di quelli che lunedì vedranno la tua scrivania vuota e sentiranno il vuoto in ufficio e il silenzio in cucina.

Non  mi vergogno di nulla. Delle parole dette, delle paure confessate. Dei baci rubati, degli abbracci mendicati. Delle notti passate ad indossare cappelli colorati, delle mattine illuminate dal sole.

Ti auguro infiniti cieli stellati come questo.
Ti auguro di trovare calore nelle fredde notti scandinave.
Ti auguro di trovare qualcuno che voglia ascoltare la tua follia e che sia in grado di trasformala in magia.
Ti auguro un futuro splendido, perché è quello che una persona splendida come te si merita.