Quanto avevano ragione gli Afterhours! Ora però non ho intenzione di scrivere un post per inveire contro i giovani finti-alternativi che si siedono sul marciapiedi davanti all’IKEA sorseggiando bibite da 1€ accanto ad una panchina vuota. Loro stanno stoicamente e rigorosamente seduti per terra perché la panca non fa alternativo.
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Da qualunque parte mi giri mi giungono notizie di amici o conoscenti che fanno scelte “da adulti”. Una compagna delle superiori, persa totalmente di vista dopo il diploma, si è sposata l’anno scorso, un’altra ha intenzione di comprar casa con il suo lui, una terza vive con il partner da 6 anni ed è – parole sue – praticamente sposata. Ci sono poi i conoscenti che hanno figli in cantiere o che si sposano a fine luglio o che regalano quadri che alla fine staranno su pareti comuni. Io qui in una cameretta di 2 metri per 4 a cercare di scrivere un nuovo capitolo. È sempre lo stesso discorso. A tratti, quando sono un po’ più fragile, mi viene voglia di normalità. E appena queste parole prendono forma nella mia testa mi chiedo quale mai sarà la definizione di normalità.
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Ci sono momenti in cui ho la sensazione di sprecare del tempo. Altre volte invece lo spremo così tanto che non mi basta. E altre ancora me lo lascio scorrere addosso senza farmi domande.
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Mi sopravvaluto. Mi sottovaluto. Non so dare un giudizio obiettivo e bilanciato.
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E continuano gli sbalzi di umore e le paranoie. E poi divento noiosa e mi prenderei a schiaffi. So essere così tanto malmostosa da non vedere il sole. Preferisco voltarmi che riconoscere che in fondo non è per nulla tutto nero.
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Me la prendo con i finti alternativi, ma i finti depressi sono ancora peggio.
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Mi piaccio con lo smalto rosso. Anche alle unghie dei piedi.
3 Commenti
30 Luglio, 2008 alle 8:05 pm
Eh già.
Mentre a me viene voglia di fuggire dalla normalità…
discorso già fatto.
Inutile dire e ridire le stesse cose.
Mi manca il coraggio, mi è sempre mancato.
Ma va bene così.
Hugs
31 Luglio, 2008 alle 1:06 am
Un abbraccione cara Z!
Suvvia, lo sai che sei coraggiosa e forte. E poi, scusa tanto, ma se ti conosco bene l’aggettivo “normale” non è che ti si addice molto!!!
un bacio
31 Luglio, 2008 alle 10:35 am
Già.
A presto, Z.
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