Problema tecnico. Help!

7 11 2009

Da tempo ho un problema con il mio laptop. Non mi sono mai impegnata molto per risolverlo, a dire la verità. Ma ora che sono di nuovo alle prese con il problema, ho pensato di approfittare di questo mio spazio per scrivere due righe a riguardo. Magari un passante di buon cuore potrebbe impietosirsi e decidere di darmi una mano.

Entriamo in dettaglio:
Ho un laptop Dell che in questi giorni compie due anni. Il sistema operativo è – mio malgrado – Windows Vista Business. Il problema è che quando uso il computer senza cavo elettrico la connessione wireless a internet cade in continuazione. Cosa che non succede quando tengo il cavo elettrico collegato. Non sono un IT geek, quindi non saprei cosa controllare, cambiare, rivedere… Esisterà una qualche impostazione per cui l’antennina del wi-fi perde di intensità quando il laptop rimane senza corrente? C’è qualcosa che io possa fare prima di portarlo a qualche tecnico? Qualcuno ha sperimentato – e risolto – lo stesso problema? Grazie per qualunque aiuto/suggerimento che possiate darmi.

(Riattivo la connessione e salvo questo post…)





Post polemico

25 10 2009

Per l’ennesima volta il papa si pronuncia contro le politiche dell’Unione europea e fa appello alle radici cristiane dell’Europa. Ma cosa s’indende per “radici cristiane”? E, soprattutto, cosa intende dire Benedetto XVI con queste parole?

È indubbio che la religione cristiana abbia giocato un ruolo importante da un punto di vista storico e culturale per tutti i paesi membri dell’Unione europea, ma all’interno del mondo cristiano si evidenziano diverse dottrine, credi e culti. Anche le chiese protestanti condividono le radici cristiane della Chiesa di Roma, ma prendono le distanze da essa su vari punti chiave, come il divorzio, il numero dei sacramenti e persino il riconoscimento dell’autorità papale. Viene da chiedersi a questo punto, a quali radici cristiane si riferisca esattamente il papa.

La polemica frase lanciata spesso contro le politiche dell’Unione europea, mi risulta difficile da accettare, per due motivi molto diversi e molto significativi.

Prima di tutto, il concetto di Europa unita sotto l’aspetto religioso, è un’Europa antecedente alla riforma luterana e allo scisma anglicano, una società, quindi, ancora medievale. E prendere a modello una società di 500 anni fa, non mi sembra molto costruttivo per il futuro di un’istituzione internazionale.

In secondo luogo, l’Unione è nata per motivi economici, poi politici e sociali, ma non si evidenziano delle fondamenta religiose. Quindi, appellarsi ad una religione per discutere temi politici comunitari, mi sembra quanto meno inopportuno.

Ciò che credo ci si dovrebbe aspettare da un’instituzione come l’Unione Europea è che si travalichino i confini politici e religiosi e che si difendano i diritti dei cittadini. L’Unione europea dovrebbe rappresentare la possibilità di tutelare la storia e la cultura di tutti i Paesi membri, ma anche di promuovere un modello di società valido per il futuro, non solo all’interno del continente stesso, ma anche per quanto riguarda i rapporti internazionali e l’impatto che possano avere le politiche comunitarie sul resto del mondo.

Non si dovrebbe, quindi, fare appello ai dogmi di una religione, bensì ai valori che sono davvero comuni a tutti: uguaglianza, dignità, diritti umani.





Toccata e fuga

17 09 2009

Onore, gloria, valore???

Immagino che delle vittime civili (in numero maggiore rispetto ai militari) non parlerà quasi nessuno. Nessuno tiene il conto delle vittime “normali”. Rimbombano sempre le stesse parole; nessuno azzarda una sincera analisi degli antefatti.

Silenzio. In segno di rispetto per tutte le vittime, per gli uomini, ma non per le divise.
Affetto. Per le madri in lacrime che non rivedranno più i propri figli. Ma non per l’istituzione che li ha mandati a morire (e uccidere?) lontano.
E tanta indignazione per tutte le guerre, e le varie “missioni”, così chiamate per legittimare l’ennesimo conflitto.





La tuttologia

3 09 2009

Ho visto la pubblicità di un nuovo corso a fascicoli per imparare a disegnare manga. È l’ennesima goccia nel mare dei corsi a fascicoli che convincono la gente di poter diventare artisti per il solo fatto di collezionare i mille e uno fascicoli di una raccolta.

Oggi sembra che tutto il mondo sia in grado di fare tutto, e di farlo in maniera eccellente. Basta che una ragazza compaia una volta in tv e in seguito diventerà ballerina, cantante, attrice, scrittrice, a seconda delle proprie conoscenze o dei “casuali incontri professionali” che terrà. Nella migliore (o peggiore) delle ipotesi si crederà capace di rivestire degnamente tutti questi ruoli ed occuperà riviste, programmi tv, scaffali di librerie.

Il discorso non vale solo per personaggi famosi, o presunti tali, “artisti” che si reciclano in ogni campo, in fondo, quello che conta è il nome – e le amicizie. In seguito alla diffusione delle macchine fotografiche digitali, tutti si scoprono fotografi di talento. Oggi è così semplice scattare una foto, modificarla leggermente e darle il taglio giusto perché sia accettabile. Ed è così facile pubblicarla su un sito qualunque per poter poi spacciarsi come fotografi.

Tutti sono artisti, tutti sono fotografi, tutti sono musicisti, psicologi, medici, critici, scrittori. Tutti si sentono in dovere di commentare, dare consigli, esprimere giudizi. Perché l’hanno letto su qualche rivista o sentito in qualche programma tv “informativo”. E poi si finisce per credere di conoscere un paese straniero meglio di chi ci vive, solo perché si è visto in tv chissà quale programma di viaggi.

Ci sono talmente tante informazioni a portata di mano che si corre spesso il rischio di non riuscire più a distinguere le cose che hanno realmente spessore da tutte le nefandezze annacquate che passano sotto gli occhi. Tutti immagazzinano frammenti di “tutto” – che poi si tratta di un tutto relativo e solo la presunzione limita una persona a guardare più in là del proprio naso ­– e recitano arrogantemente la loro parte di tuttologi.

Non si ricoscono più i veri talenti, le persone che hanno qualcosa di veramente interessante da condividere, da quelli che scrivono romanzoni che vendono più di qualunque classico della letteratura. Si assiste ad un appiattimento del gusto e delle opinioni, perché non si stimolano più il senso critico e la sensibilità individuale. Il modello vincente non è quello dell’indivuo curioso che parte dal presupposto di non sapere per poter conoscere, imparare, crescere e condividere (o per lo meno arricchire spiritualmente se stesso). Ora puoi parlare di letteratura solo sei hai letto l’ultima trilogia di qualche scrittore nordico, ma se ti metti a parlare di Dagerman fai il vuoto attorno a te.

“Un cartello di sei metri dice: È tutto intorno a te
Tu ti guardi intorno e invece non c’è niente”

E intanto si rende necessaria una mobilitazione di raccolta firme per la libertà di stampa in Italia. Un paese che – almeno sulla carta – risulta una democrazia, un paese membro dell’Unione Europea, che promuove un’atmosfera da regime dittatoriale. E i tuttologi italiani non si indignano, non se ne rendono nemmeno conto. Hanno saltato le lezioni di storia, ma non si sono persi le ultime foto della letterina in laguna.





Pubblicità (progresso)

8 06 2009

Una macchina nuova fiammante sfreccia nella notte, lucida nella sua carrozzeria nera. I fari, come stelle, illuminano la strada, ovviamente deserta. La guida è decisa, quasi aggressiva, ma sicura.
Dopo aver percorso mezza città, la macchina entra in un parcheggio e si ferma esattamente davanti ad un uomo, in piedi sotto a un lampione.
La portiera si apre e spunta la gamba di una donna. Il tacco a spillo.
La ragazza scende, bella e sexy nel suo vestito nero. Attraente, ma per nulla volgare.
La donna risulta essere un famoso pilota spagnolo di Formula 3: Carmen Jordá.
Considerando la sua professione, sembrerebbe più che opportuno che la ragazza fosse scelta come testimonial di un auto, di pneumatici o di qualunque altro prodotto del settore.
E invece no. Questa pubblicità non esiste.
Che Carmen Jordá sia stata chiamata per una campagna pubblicitaria è vero. È la “nueva chica Tampax”.  In quanto donna avranno ritenuto più opportuno che pubblicizzasse un articolo prettamente femminile.
Non che Alonso non possa pubblicizzare schiume da barba. La mia delusione non è dovuta ad un femminismo esasperato. Solo che trovo strano ed imbarazzante vedere questa ragazza, che mi immagino lottare ogni giorno contro i pregiudizi sul genere, nuotare libera e felice perché può confidare in Tampax. E per rendere l’immagine ancora più stupida – perché è un dato di fatto che gli spot per assorbenti siano sempre stupidi, quasi fosse per legge – la giovane nel filmato nuota sott’acqua senza bisogno di respirare.
Sarà che noi donne per 5 giorni al mese non possiamo guidare, ma in compenso ci crescono le branchie?





In onore alla verità – Stasi

13 04 2009

Mi è stato fatto notare che tempo fa avevo erroneamente citato una frase di una canzone dei Vincent Vega. Nonostante avessi già dato spiegazioni in un commento al post, pubblico ora il testo completo del brano, apparso anche nell’ultimo album della band (anche se io continuo a preferire la vecchia versione).

Per dovere di cronaca, aggiungo anche il link al blog dei Vega e alla loro pagina su myspace.

Soddisfatti?

STASI

Prova a trattenermi qui
annegami
stringendomi a te
dimentichi che
quello che è vicino
sembra sempre più lontano
se questo mare non troverà
la sua profondità

Sogni in bianco e nero
nell’anima

È tardi ormai perché
viene a piovere, su te
viene a piovere
È tardi ormai perché
ti viene da piangere, per me
nell’innaturale stasi del cuore

L’assenzio in me
delimita i contorni
di questi miei
demoni sporchi
Dimenticarsi di te
e del tuo
disarmante candore che
non ritornerà

Sogni in bianco e nero
nell’anima

È tardi ormai perché
viene a piovere, su te
viene a piovere
È tardi ormai perché
ti viene da piangere, per me
nell’innaturale stasi del cuore





Happy Birthday!

12 04 2009

Il secondo compleanno stava passando inosservato!

Sono stata troppo impegnata a lamentarmi dei discorsi dei colleghi o a scrivere post con un certo spessore culturale e non mi sono accorta del fatto che ieri questo blog ha compiuto 2 anni! Ho postato da luoghi diversi, da computer diversi, ho raccontato di pianti, di viaggi, di film, di libri, di persone. Ci sono stati alti e bassi nella mia vita e alti e bassi nella mia scrittura. Grazie a questo blog ho conoscuto persone che hanno lasciato un segno. Mi sono auto-medicata raccontando le mie paturnie e mi sono asciugata le lacrime da sola.
Un augurio a me a un abbraccio a chiunque passi di qui.

Ovviamente devo chiudere questo post cedendo la parola a loro:

“Quello che sognavi ti fa ridere
da quando sai che non lo puoi più avere.
Ma l’odio è un carburante nobile
e scommetto che non è così male.
Tradirsi con rispetto, perché vivere è reale.
E vivere così, non somiglia a morire?

E forse fa un po’ male, forse fa un po’ male.
Ma tutto fa un po’ male, tutto fa un po’ male.”

“Tutto fa un po’ male” – Afterhours





Nota di letteratura

16 03 2009

Sto faticando nel leggere The Unlimited Dream Company di Ballard. Certo, ci sono periodi in cui divoro i libri, altri in cui sono più pigra quando si tratta di letture. E ora sto vivendo uno di questi momenti di pigrizia letteraria. Ma do anche un po’  la colpa al libro. Non me ne voglia Ballard, che rimane nella lista degli scrittori che più mi interessano, ma questo romanzo fatica a “prendermi”. Ho voluto tentare di esplorare gli universi del Ballard fantascientifico, ma non sono riuscita ad immergermi in questo mondo. In questo romanzo del ‘79 ci sono alcuni elementi e toni riscontrabili in altre opere che mi sono piaciute di più, ma i contenuti fantascientifici non fanno per me. Il Ballard che preferisco è senza dubbio quello apocalittico, il cinico (o semplicemente iper-realista) osservatore e narratore della realtà. Di certo porterò a termine la mia lettura per sapere che ne sarà di Blake e del suo mondo, ma ho già fretta di aprire il prossimo libro.

Ci sono sempre troppi libri che attendono abbandonati sui miei scaffali e troppi elenchi ancora da spuntare…

INFO sul mondo ballardiano, bibliografia e post con foto della mostra che si è tenuta qualche mese fa a Barcellona.





Fossili

23 02 2009

L’altra sera ho visto “Aprile” di Nanni Moretti. Premetto di non essere una grande fan di Moretti, probabilmente mi interessa come regista, ma come personaggio pubblico non mi piace molto. [premessa finita]
È spaventoso quanto quel film sia attuale, o quanto l’Italia sia bloccata in una parentesi temporale lunga decenni. Il film è del ‘98 e si apre con le elezioni del ‘94, vinte da Berlusconi. Sono passati 15 anni, ma in giro ci sono sempre le stesse facce. Caratteristica, per altro, tipica della politica italiana che si trascina ancora oggi personaggi che già vecchi nel dopo guerra. Più che le facce sono i discorsi ad avermi inquietato. I (finti) dibattiti televisivi sono rimasti identici, come anche i temi affrontati, la cui intensità varia in base alle mode del momento. Gli stessi fotogrammi televisivi, gli stessi ritagli di giornale. Una sinistra incapace di reagure e un’Italia che si lascia abbindolare dai sensazionalismi.
Pochi giorni fa Barcelusconi ironizzava sulle dimissioni di Veltroni dicendo che in 15 anni si è trovato di fronte 7 leader di partito diversi e l’ottavo seguirà di certo la tradizione, lasciando tutto il campo a lui. Lui che invece resiste, con il suo sorriso sempre più abbagliante e le sue rughe sempre meno visibili. Rimane sempre al top, mantenedo un’immagine populista che tanto ipnotizza le masse.
C’è bisogno di un risveglio. Di un terremoto che rimescoli le carte in tavola. C’è bisogno di un’alternativa che sembra sempre più difficile da organizzare.
Chiudo il post con una citazione dal film (Moretti si rivolgeva a D’Alema, io allargo l’invito a tutti):
“Reagisci! Dì qualcosa di sinistra! Dì qualcosa non di sinistra! Di umano! Dì qualcosa!!”





Pubblicità

22 12 2008

Consigli per gli acquisti

Visto che in qualche modo ho collaborato anch’io alla realizzazione di questo cd, mi permetto di pubblicizzarlo dal mio blog. Cliccate, ascoltate e se vi piace comprate!
Se volete dire cosa ne pensate o se vorreste ricevere maggiori info, lasciate un commento.

Pelle

Il nuovo album dei Vincent Vega

vincent-vega-pelle-2008

L’album è stato prodotto con la casa discografica videoradio ed è disponibile in versione mp3 su vari siti, tra cui:

www. amazon.com

www.musicme.com

www.emusic.com

www.fnacmusic.com