Last page

Come ci sente quando un sogno muore?
Io mi sono sentita lo stomaco pieno di pietre. E riuscivo a sentirne la pesantezza, a vederne il colore grigio scuro, a sentirne la consistenza.
Mi sentivo bellissima stasera. Jeans neri un po’ attillati, magliettina nera scollata, collana d’argento, braccialetti al polso sinistro, capelli stirati e ben pettinati, un filo di trucco per esaltare gli occhi. Sorridevo. Leggera quanto basta per rompere il ghiaccio e vivere una splendida serata. Ma prima ancora che il concerto cominciasse eccomi sfracellata al suolo.
La temuta notizia è arrivata. E benché mi fossi immaginata più volte la mia reazione, le sue parole mi hanno colto alla sprovvista. E sono caduta.
Stando seduta sul divanetto di un bar sono precipitata dal mio bellissimo mondo di sogno alla realtà. Che a quanto pare è l’unico posto dove si dovrebbe stare. Mi veniva da piangere e da vomitare. Ma l’unica cosa che ho fatto è stata rimanere in silenzio con lo sguardo perso nel vuoto e le pietre nello stomaco.
Poi qualche chiacchiera inutile per riprendermi e finalmente iniziano a suonare. Ho praticamente pianto per tutto il tempo. In un’atmosfera surreale mi sono ritrovata come in un ossimoro a stretto contatto con la realtà. McDreamy non esiste più. Sarebbe dovuto succedere prima o poi. E so che qualcuno leggendo queste righe starà pensando: “era ora. meglio così. ora sei pronta per andare avanti”. E non sono pronta, ma ora non ho altra scelta.
E mentre Emily cantava “The Last Page” io ho voltato l’ultima pagina. La guardavo e pensavo al mio sogno morente e alle mie pietre. Non volevo lasciarla andare, non volevo che la serata finisse. Mentre le lacrime mi rigavano ancora il viso e lei svaniva nel backstage, si è voltata per un attimo e l’ho salutata agitando la mia tremante mano destra. E ho salutato il mio sogno per l’ultima volta.

Nothing will never stay the same.

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4 pensieri riguardo “Last page”

  1. Grazie Andy!
    Ho passato proprio una bella domenica: in stato catatonico, scoppiando a piangere a caso ogni 30 secondi. Ma oggi sembra che stia già un po’ meglio. Reality sucks. ma adesso è ora di darsi un po’ da fare per migliorarla, no? Inutile dire che avrei dovuto ascoltare i tuoi consigli mesi fa. Ma io devo sempre andare a sbattere per capire che è ora di fermarsi.
    Ma domani è un altro giorno!

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  2. Dai Roz, vieni qui. Ti presto le braccione cosi’ puoi piangere un po’ sulla mia spalla, se ti va. E comunque era ora. Fa bene sfogarsi, butti fuori tutto quello che non va. Basta non farlo troppo a lungo. Vedrai che andra’ meglio… e adesso non pensarci piu’ a baby hubby. Era la cronaca di una morte annunciata, no? Boh, forse a volte sbattere la faccia contro le cose fa bene, anche se e’ doloroso. Adesso infilati quei jeans sexy, mettiti carina, e che sia per te stessa. Non per McDreamy ne’ per nessun altro. Per Roz. Esci e vedi gli altri… ti stia formando un bel gruppetto attorno. E poi scusa, di maschi etero ne e’ piena Londra, no ;p? Forza!!!!!

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