Surreal Things

surreal-poster.jpgNo, non mi riferisco a uno dei miei soliti deliri, bensì al titolo di una mostra che mi sono regalata oggi nel bellissimo Victoria & Albert museum. Premetto che adoro questo museo: è immenso e c’è davvero di tutto, dai vestiti della Westwood a vari oggetti “rubati” in diverse parti del mondo, da Canova al design degli anni ’70. Girarlo tutto, insomma, è impossibile.
Oggi ero lì, usufruendo di un biglietto studenti (sapevo che la tessera dell’uni sarebbe tornata utile prima o poi!), per perdermi tra varie opere del periodo surrealista. Non mi sono mai appassionata troppo a questa corrente. Ho sempre apprezzato la metafisica di De Chirico, poi convogliata nel surrealismo, e ho sempre sorriso davanti al “telefono-aragosta” di Dalì o alla pipa di Maigritte. Come invece non ho mai saputo apprezzare Mirò. Ma oggi mi sono proprio immersa in questo mondo di sogno tra quadri, oggetti di design, filmati e fotografie. Interessante anche la sezione “Displaying the Body”, con abiti e accessori a dir poco incredibili, oserei dire magici.
È stato come un viaggio nella rappresentazione di un mondo altro, (purtroppo) nascosto nella quotidianità. La rappresentazione del sogno come reazione alla realtà oggettiva. Giustapporre due oggetti differenti per creare una nuova realtà sorprendente, come nel disegno di Emilio Terry “Caminetto con cascata”. Una rivoluzione nel modo di percepire, vedere e vivere la realtà. Citando Dalì (che probabilmente non l’avrà detto in inglese, ma così stava scritto sul muro): “We can make the fantastic real, and then it is more real than which actually exists.” Capirete che per una che ama stare con la testa tra le nuvole, era la rappresentazione del paradiso. E so che devo vivere con piedi per terra, ma la mostra di oggi ha come aperto una finestra di possibilità di valorizzare il sogno, l’inconscio, il surreale, seppur in piccole dosi, ma costantemente. Era proprio ciò di cui avevo bisogno per ritrovare il mio spazio in questa città.
E per non dimenticare mai il mio spazio interiore, capace di cancellare i limiti della razionalità – e che spesso si spinge anche troppo oltre – mi sono comprata un pezzo di cielo (che per £ 1.50 mi sembrava un’offerta da non perdere!) già installato sulla parete davanti al letto.

il-cielo-in-una-stanza.jpg

Nothing but blue skies…

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2 pensieri riguardo “Surreal Things”

  1. Allora devi sbrigarti! “Surreal things” chiude il 22 luglio. Però alla TATE ce n’è in corso un’altra su Dalì che rimane aperta fino a settembre, se non sbaglio. E’ già nella lista delle cose da vedere. Come anche il Dalì Universe, che ho sempre rimandato…

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  2. ooooooh! Che bello che deve essere stato…. e pensare che a me il V&A non e’ mai piaciuto tanto, l’ho sempre trovato un po’ troppo vecchio stile epolveroso… e poi ti fanno mostre del genere. Wow.. ok, devo fare un puntatina da quella parte della manica. Tanto voglio anche andar per saldi 🙂

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