Brezza di fine estate

Ho visto delle foto che non avrei dovuto guardare.
Foto di un mondo che non mi appartiene.
Un mondo che pensavo fosse solo finzione cinematografica, in stile “Quattro matrimoni e un funerale”.
Poi si è alzato un vento deciso, ma frizzante, che ha spazzato via (quasi) tutte le mie nuvole.
E ho ricominciato a respirare.

Ma la cosa più importante è che il prossimo weekend volo a Barcellona. Finalmente!
(Dedicherò altro spazio alla vacanza. Ora torno ai miei giochini e ai miei database. Devo pur guadagnare i soldi per le ferie!)

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7 pensieri riguardo “Brezza di fine estate”

  1. Andy, ho già dimostrato di avere gusti diversi dai tuoi!!
    Poi l’obiettivo non sarà solo rifarsi gli occhi, ma anche ritrovare uno dei personaggi della mia storia… racconterò…
    E comunque i 10 giorni che mi separano dalla mia vacanza si prospettano MOLTO busy!! uf… Spero in qualche raggio di sole improvviso!

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  2. oh, la Roz in versione Julia Roberts. Dai, via le nuvole 🙂

    Sotto con la settimana di trabajo, e poi via a Barcelona. 🙂 A me i maschietti mediterranei non piacciono tanto pero’ magari tu hai gusti diversi 🙂

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  3. Se solo ricordassi la via ti indicherei un pub, Barcellona, che sembra uscito da Trainspotting e in cui ho conosciuto delle belle persone, anche se un po’ folli. Luogo assurdo, una piccola sala, luci smorzate, pareti nere e sbrecciate, barbie punk alle pareti, grande rilassatezza. Ancora più surreale e comico il modo in cui ci sono arrivato. Per due sere ho vissuto in un film, tanto realistico che mi portavo dietro strascichi di delirio fin nel mattino. Era in una traversina, una viuzza storta e dall’aspetto decadente, che si imboccava dalle Ramblas all’altezza di una cervezeria ad angolo piena di specchi sulla strada. Fu guardando l’immagine riflessa negli specchi che vidi un tizio con la maglietta di Che Guevara in condizioni non buone con accanto una stupenda fanciulla che lo reggeva. Mi avvicinai, gli chiesi: “Do you speak English?”. “Depende”, mi rispose. Si tirò su, si riebbe da qualunque malore lo tormentasse un minuto prima e mi accompagnò nel suo pub preferito. Appena seduto mi disse con orgoglio che lì veniva a bere il questore di Barcellona. Parlammo in siciliano e spagnolo e bevemmo insieme per diverse ore. Ci furono momenti di pura follia. Ti invidio tantissimo.

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