L’ottimismo…

Se di Tarkovsky regista so poco, di Tarkovsky fotografo non so proprio nulla. Quindi la gita di oggi è stata dettata dalla curiosità. E le sorprese non sono certo mancate.
Punto primo: la White Space Gallery è sì uno spazio bianco, ma è piccolo e mal illuminato, ricavato all’interno di una chiesa. Dirimpettaio di qualcosa come “il centro per la diffusione della cultura cristiana”. Fatto che mi ha destabilizzato un po’ e ammetto di aver esitato quando ho letto le iscrizioni sulla porta.
Seconda sorpresa: una delle prime foto esposte è il ritratto di Tonino Guerra. Che, mi dispiace dirlo, la mia mente associa più velocemente ad una recente e alquanto fastidiosa pubblicità, che non alle sue doti di scrittore.
Di fatto la mia visita a Bright Bright Day. Polaroids by Andrey Tarkovsky (1979-1984) è stata molto rapida. Lo spazio era davvero poco invitante e le foto non mi hanno interessato più di tanto. Mi hanno colpito però alcuni elementi: la nebbia, le finestre aperte e i vasi con i fiori di campo, il sole che in punta di piedi entra nelle camere da letto deserte nei pomeriggi autunnali. E i colori. Quei colori che solo le polaroid possono avere. Quelle sensazioni che solo le polaroid mi sanno dare. (Dall’assenza di dettagli tecnici, si evince la mia totale mancanza di conoscenze in ambito fotografico).
Ho concluso la breve visita scambiando due parole con la gallerista, una ragazza molto carina, dallo sguardo fragile e l’inglese marcato da un accento continentale.
Mi sono poi buttata in una via che non avevo mai percorso, ritrovandomi in una Londra posh e indaffarata, terribilmente affascinante. Sono passata con un po’ di emozione davanti a Sotheby’s e sono poi entrata in un’altra galleria d’arte, trovata per caso. Una di quelle dove le opere sono esposte per essere vendute, non per essere mostrate e commentate. E mi sono sentita così fuori posto e intimorita. Persino un po’ scontenta di vedere cifre accanto a Picasso, Dalì e Warhol e realizzare che qualcuno comprerà quelle opere e molti altri non le potranno mai vedere. Quanto può valere un’emozione? Ho ringraziato la gallerista (un’altra donna!) e sono fuggita arrossendo.
Ho fatto poi un salto alla libreria europea dove due commesse (tanto per continuare il pomeriggio al femminile) gentili, pazienti e intelligenti, mi hanno aiutato a scegliere un paio di libri in francese.

Mi piacciono questi pomeriggi londinesi. Pomeriggi in cui posso anche accettare un cielo grigio, basta che il vento non sia freddo. Pomeriggi in cui Londra mi aiuta a prendermi cura di me.

Annunci

5 pensieri riguardo “L’ottimismo…”

  1. Roz, io di Tarkovsxy non conosco nulla, pero’ il Tonino lo conosco. Nel senso che lo conosco proprio. Ed e’ una gran testa di cazzo. Pallone gonfiato, rompicoglioni e dispotico. ahhhhhh, che bello esere irriverenti e con cognizione di causa.

    A parte questo, hai ragione… i pomeriggi culturali alla londinese sono eccezionali, soprattutto perche’ londra, con i suoi innumerevoli contrasti, i prezzi ultragonfiati etc, ti sorprende continuamente con gallerie d’arte ed occasioni culturali gratis ed alla portata di tutti… basta volerlo.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...