Della relatività dello spazio

Il weekend è finito ieri pomeriggio.
L’ho accompagnato in stazione prima di tornare in ufficio. Sarei voluta correre via senza salutare, ma non mi voleva liberare da quell’abbraccio.
Giornate splendide, ricche di emozioni, di caffè, di cd-libri-mostre, di futuri immaginati, di tempo lento e intenso, di foto, di libellule (e foto di libellule), di citazioni. Sono triste (ovviamente) di ritrovarmi sola dopo quasi una settimana passata insieme. Ma sono contenta che lui si sia trovato bene qui, nel mio spazio. E mi piace pensare che abbia trovato anche uno spazio suo, qui. Uno spazio a cui voglia tornare.

E alla fine di questo prolungato weekend anche i miei spazi appaiono diversi. Ai luoghi associo altri significati, nuovi ricordi camminano con me sulla via di casa. Il ripiano della cassettiera è vuoto senza narciso rodriguez e i suoi occhiali. E sul letto (troppo vuoto…) rimane solo un foglio di carta scritto di nero.

Per ora si va anvanti così. Senza progetti, ma sogni. È affascinante pensare ad una vita divisa tra due città, diversamente belle che ormai amo in egual misura. Parlare lingue diverse, cogliere il meglio che le due città possano offrire. Ma non è facile stare lontani.

Ho l’impressione che le prossime 5 settimane passeranno lentissime, ma so che presto sarà il 7 marzo. E nel frattempo ho un po’ di cose da fare qui: vedere se al lavoro qualcosa si smuove, comprare un tavolo, studiare, guardare film, farmi le unghie…

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6 pensieri riguardo “Della relatività dello spazio”

  1. E’ andato tutto più che bene! Ma ora mi sembra così strano sentire la sua voce al telefono anziché averlo a portata di abbraccio… Ma dopo questo prolungato weekend siamo sicuramente più forti!

    Per Laura: mi piace quando scrivi che arriverà il giorno in cui “vorrai” fermarti nell’altra città e non perchè “dovrai” farlo. Spero che quel giorno arrivi anche per me. Per ora “I’m not done with London!”

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  2. ti capisco….anch’io vivo sdoppiata fra due città. E non so come andrà a finire.
    Penso che arriverà il giorno nel quale vorrò fermarmi nell’altra città.E ci andrò a marzo.

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