Hangover

Ieri sera sono uscita dal letargo. Anche se all’inizio non ero troppo entusiasta, ammetto di aver passato una bella serata e di essermi divertita. E di aver bevuto un po’, in regola con gli standard inglesi. Era da tanto che non passavo una serata piacevole e festaiola come quella di ieri. I festeggiamenti sono stati organizzati per salutare un altro collega che ha abbandonato la nave. Si è iniziato nel tardo pomeriggio al pub e si è terminato in tarda serata a casa sua. Non so a che ora sono arrivata a casa, so solo che a un certo punto ho preso un taxi con Capo A e il dottore madrileño e poco dopo sono crollata sul mio letto, addormentandomi con la luce accesa. Oggi, quindi, sopravvivo. Con un bel mal di testa e come unico programma guardare le partite di rugby. L’Italia sta perdendo 6-5 contro il Galles, in una partita che potremmo anche vincere, se solo smettessimo di fare errori stupidi.

Stasera poi so già che passerò un po’ di tempo al telefono con l’amico di Barcellona. E come quasi tutte le sere, ci racconteremo come abbiamo passato la giornata, ci diremo che ci manchiamo, che mancano 13 giorni prima che io vada là, che vorremmo addormentarci abbracciati. Forse si è capito dal modo in cui ho elencato le cose, ma a volte vivo queste telefonate come un “dover fare rapporto”. So che skype è l’unico modo per accorciare le distanze e ho davvero voglia di sentire la sua voce, ma non sono mai stata un amante delle telefonate e non mi piace dover trovare qualcosa da dire, forzare la conversazione. Purtroppo non so essere brillante tutte le sere, soprattutto se ho avuto una giornata pesante in ufficio, quando magari avrei preferito passare il pomeriggio in biblioteca a studiare, in giro per mostre o a bere un vanilla latte in caffetteria. Nell’ultimo periodo ho ricominciato a stressarmi al lavoro, sperando che un cambiamento arrivi presto. Dovrei iniziare ad aggiornare il CV, e magari tradurlo in spagnolo, tanto per averlo pronto da postare nell’eventualità che succeda il peggio. Tra le pressioni al lavoro e le distanze, non è un periodo facile. Ma del resto, quando lo è stato?

Oggi mi riposo, domani faccio le pulizie e la spesa e se sono ispirata vado a cercare una borsa e faccio la tinta ai capelli. Insomma, un weekend all’insegna della normalità e della calma casalinga per ricaricare le energie prima di lunedì.

E alla fine del primo tempo il punteggio è: 13-8.

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3 pensieri su “Hangover”

  1. Il giorno del mio compleanno sarò già tornata a casina qui a Londra, ma diciamo che farò in modo di festeggiare anche con lui in anticipo.
    Per lo meno spero che mi faccia trovare un regalo quando arrivo! Chi ha detto che basta il pensiero?!?! :-p

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  2. Pensa che io sono il tuo opposto, mi trovo molto più a mio agio se devo comunicare per telefono o per iscritto!
    E poi 13 giorni passeranno in un baleno!
    Vai a festeggiare il compleanno???????

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