Redundancy

Una mattina ti svegli e tramite internet scopri di aver perso il lavoro.
Più o meno è andata così.
Che ci sarebbero stati dei “cambiamenti” lo sapevamo tutti, ma che sarebbero stati di questa portata non se l’aspettava nessuno. Un intero dipartimento cancellato, più altri impiegati sparsi in altri uffici che risultano in esubero. In tutto 260 persone. L’annuncio è stato fatto pubblicamente ieri mattina, perchè essendo quotati in borsa gli investitori avevano il diritto di sapere, a quanto pare ancora prima di noi. Per i prossimi tre mesi possiamo restare tutti, poi ci verrà comunicato quando ce ne dovremo andare. Così ha spiegato il direttore generale all’assemblea tenutasi nella sala di un cinema. Non ha saputo dare una risposta decente alle sagge domande che gli sono state poste, schivando ogni richiesta di spiegazione con frasi del tipo: “Siamo in un periodo incerto. Stiamo valutando le opzioni. Non abbiamo ancora deciso. Ve lo comunicheremo.”

E ora oltre alla tristezza, è il momento dei dilemmi. Al primo dei quali credo di aver già trovato risposta.
1) Restare fino a giugno ed andarsene con il bel gruzzoletto del redundancy package o cercare un altro lavoro subito?
Resto fino alla fine. Questo mi darà tempo per decidere che fare della mia vita e mi aiuterà e sciogliere gli altri dilemmi, che elencherò a breve. A meno che non mi venga fatta un’offerta irrinunciabile! Ho tre mesi per pensare e valutare le varie opzioni e alla fine dei tre mesi avrò anche dei soldi che mi consentiranno di respirare e sostenere un qualunque cambiamento. Potrei anche prendere in considerazione di fare una vacanza, visto che mi troverò senza lavoro a giugno/luglio. Vacanza naturalmente low cost in giro per l’Europa a trovare amici e parenti.
2) Restare a Londra o andare a Barcellona?
Io adoro Londra e non sono pronta per lasciarla. Ma non voglio nemmeno continuare a stare qui da sola quando gli amici se ne saranno andati e soprattutto quando la persona che più vorrei avere vicino sta a Barcellona. L’idea di andare in Spagna già mi circolava per la testa ancora prima di iniziare questa relazione, quindi perchè no? La lingua la so, mi serve solo un po’ di pratica, e sembrano esserci diverse opportunità di rimanere nel campo in cui lavoro adesso e far valere quindi quel poco di esperienza che mi sono fatta qui. E se poi dovessi sentire troppo la mancanza di Londra, dell’inglese, dello stile di vita, del caos e delle novità, non dovrei far altro che rimettere il mio cuore su un aereo e tornare.
(Il prossimo punto vale solo se alla domanda 2 ho scelto BCN)
3) Andare a vivere con lui o cercare una camera per me?
La scelta più logica mi sembra andare a vivere con lui. Visto che non conosciamo molta gente a BCN, vivere separati significherebbe condividere la casa con degli sconosciuti per poi passare comunque la maggior parte del tempo insieme. E questa decisione comporta un bel bagaglio di inquietudine, dovuta ai miei trascorsi sentimentali e passata convivenza. Spaventa ed emoziona allo stesso tempo. Credo che valga la pena provare. Che se poi le cose non dovessero funzionare, meglio saperlo subito. [copia e incolla l’ultima frase del punto precedente prima di procedere]

Alcuni stanno prendendo in considerazione l’idea di tornare a casa nei propri paesi, passare del tempo in famiglia o con i vecchi amici e decidere se ripartire o restare. L’opzione non viene nemmeno presa in considerazione dalla sottoscritta, che al massimo torna in Italia per una settimana scarsa, solo perchè già aveva messo in conto di passare a trovare il daddy a giugno.

Conclusione:
Al di là del discorso lavoro, che sono sicura si sistemerà in qualunque modo io intenda procedere, mi mette una tristezza infinita pensare che inevitabilmente perderò delle persone con cui ho vissuto per 2 anni. Persone che magari non sono i migliori amici che possa avere, persone con le quali mi sono incazzata o ho fatto arrabbiare, persone che magari a volte mi hanno deluso o ho deluso, persone che in questi anni sono state un po’ la mia famiglia.
E quindi mi ritrovo da sola a prendere un’altra decisione importante. Quando sarà il momento salterò. Senza rete di salvataggio, senza guardare indietro.
Ieri mi sono sentita terribilmente, estremamente, enormente sola, con un gran peso sulle spalle. Oggi sono di nuovo io. Sola. Ma forte e consapevole del fatto che non ci saranno decisioni completamente giuste o completamente sbagliate. E che se è vero che ogni tanto (spesso) ho bisogno di un abbraccio, sono io a decidere la velocità dei miei passi.

Buon weekend a me

(e tra poco è primavera!)

(e tra poco è primavera!!)

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3 pensieri riguardo “Redundancy”

  1. Laura, un abbraccio anche a te e in bocca al lupo per tutto!

    b.a., sono fiduciosa sul fatto che si sistemerà tutto. La domanda è: quando?!?! Intanto il weekend peggiora ad ogni minuto che passa…

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  2. incredibile, ho la sensazione che andiamo un pò in parallelo….sto vivendo una situazione simile per quanto riguarda il lavoro, che si aggiunge a tutto il casino che già sto vivendo.
    Leggere le ultime parole del tuo post mia ha emozionata e commossa, per quel che mi ha trasmesso, perq ualcosa che sto vivendo.
    Buon weekend a te, e un abbraccio

    Mi piace

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