Quello che non c’è

Ho incredibilmente sempre ignorato quest’album. Poi settimana scorsa ho visto un live di un concerto che hanno tenuto l’anno scorso in Inghilterra (a parte il fatto che non sopporto Ballads for little hyenas in inglese) e ho sentito due splendide versioni di “Quello che non c’è” e “Bye bye Bombay” e sono andata a ripescare l’album.
Le parole sono più che poesia, più che verità, le sento estremamente vicine, forse più di qualunque altra canzone cantata da Manuel Agnelli. E non si tratta solo della sua voce sexy in “Il mio ruolo”, tutto l’albym è un’opera d’arte. E mi sento in colpa per averlo maldestramente accantonato e ripescato casualmente dopo tutti questi anni. Malinconico, triste, sincero.

Tempo fa in un film ho sentito una frase che suonava più o meno così:
“Don’t let the past dictate who you are.
But let it be part of who you become.”

Ho la sensazione che calzi a pennello con queste canzoni: frammenti di verità passata che diventano parte di un presente che sarà il passato di domani.

Bellissimo il testo di “Ritorno a casa”.

Riaccendo la musica e trovo la mia pace.

Quello che non c’è

[…]
Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c’è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m’attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c’è
Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull’acqua e
Su quello che non c’è
Ed ecco arriva l’alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da se, fottendomi da me
Per quello che non c’è

Afterhours sul palco a Parma (polaroid di faber)

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2 pensieri riguardo “Quello che non c’è”

  1. Buon giorno Andy! La tua mi sembra un’ottima analisi. Anche se ogni tanto cado ancora nella tentazione di potare qualche ramo nella speranza che ricresca migliore…

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  2. Beh, alla fine e’ la nostra battaglia, no? Noi cerchiamo quello che non c’e’ da un’altra parte, perche’ di curar foglie su alberi morti ne abbiam le tasche piene…. 🙂

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