Riassunto emozionale – ma non solo

Siamo usciti di casa senza una parola. Non che fossimo arrabbiati, solo pensierosi. E con cose da dire che ancora dovevano trovare le parole adeguate.
Ci siamo guardati dopo aver attraversato lo stradone e ci siamo baciati al sole.
Le poche parole grigie dette prima sono state cancellate con un rapido scatto e la comunicazione è finalmente ripresa. Sul tavolo due caffè e due fette di torta alle mandorle e le parole giuste sono fluite senza paura.

Mi sento fragile e sperduta, ma so che presto mi ritroverò.
“These fragments I have shored against my ruins”

Intanto oggi qualcosa si è mosso e mi ha dato una bella scossa. Siamo andati a vedere un appartamento che però non andava bene e abbiamo preso altri contatti. In più qualcosa sembra muoversi in ambito lavorativo, con una possibile collaborazione come traduttrice o magari anche qualcosa più importante. Mi sono scrollata di dosso l’apatia dei giorni scorsi. Spero di ritrovare la mia forza e la fiducia in me perché ora serve davvero.

Nel frattempo continuo a rifugiarmi in un mondo che sempre considero casa mia, il porto sicuro in cui sedersi comodi, togliere le scarpe e non avere paura. Un non-luogo fatto di libri e film. E ho stilato una piccola rassegna tutta al femminile.
Sto leggendo The Bell Jar di Sylvia Plath. È il suo unico romanzo, pubblicato poche settimane prima del suo suicidio. In questa prosa sincera ritrovo la sofferenza e la profondità delle sue poesie. Spero di conservarne un buon giudizio fino alla fine.
Per quanto riguarda i film ho finalmente visto Persepolis. Il film è molto bello, ma non quanto il libro (come spesso accade). Purtroppo per motivi di tempo e spazio sono stati tagliati dei passaggi e sono andate perse alcune sfumature che arricchivano il libro. Giudizio comunque positivo.
E si tratta ancora di donne in un altro film che ho visto domenica sera: Sex & The City. (O forse dovrei dire Sexo en Nueva York). Trama scontata e classiche scenette tra le 4 ragazze donne, ma vedere questo film è stato come prendere un caffè con delle amiche. Il tempo è volato tra drammi, risate e confessioni. Quanto mi mancano le amiche… Non sono brava nelle relazioni interpersonali e sono poche le persone che mi hanno sopportato in questi anni. Con la lontananza poi il cerchio si è ristretto, passato a setaccio, e ora sono molto legata alle perle rimaste e di conseguenza qualche lacrimuccia l’ho versata.

Ho un sacco di pensieri per la testa. Ma ora è tardi. È meglio andare a dormire.

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