Fotografie di letture / Film di fotografie

Sgomitando, lamentandomi e sudando parecchio in questa mia prima estate catalana, sto cercando il mio spazio a Barcellona. Ieri è stata davvero una bella giornata iniziata con una telefonata in cui mi è stato offerto un buon lavoro, poi pranzo “in famiglia” e pomeriggio-sera culturale.

Ho “scoperto” un nuovo spazio culturale in Plaça Catalunya e siamo andati a vedere due interessanti mostre fotografiche, di quelle che fanno pensare. Adoro le foto in bianco e nero, hanno una profondità che mi coinvolge particolarmente. Il tema di entrambe le mostre era la lettura. Nella prima sala “Palpant a la paraula” (Palpando la palabra) erano esposte 60 foto scattate in diverse località il cui soggetto era l’universo dei ciechi e la loro esperienza della lettura tattile. Nella seconda sala, con un’illuminazione e un’impostazione discutibili, era esposta una selezione di fotografie di André Kertész dal titolo “L’intim plaer de llegir” (El íntimo placer de leer).

Le belle fotografie erano accompagnate de buona musica e da citazioni di illustri scrittori sul tema della lettura. Come una citazione di Borges che diceva più o meno così:

Alcuni sono orgogliosi di ciò che hanno scritto. Io sono orgoglioso di ciò che ho letto.”

Parole particolarmente significative se si considera che sono state pronunciate da uno dei maggiori scrittori di tutti i tempi.

Ya sea en un jardín, en un autobús, en un café, en una biblioteca o en un salón, en su terraza o en la cama, en el colegio o en la guerra, de pie, sentado o tumbado, el lector está en otra parte: en otro universo y en un tiempo que no es el presente. Está dentro de su lectura, de sus pensamientos, en lo que aprende, en lo que siente, en otro mundo real o en el de la imaginación.”

Dopo questo tour nell’affascinante mondo delle fotografie in bianco e nero e della lettura in svariate forme, la serata culturale è proseguita al CCCB (luogo nel quale alcuni “sono ormai di casa”). Conferenza in catalano seguita dalla proiezione del film “Blow Up”, continuando la tematica fotografica del giorno. Il film, che non avevo mai visto, (lo so, lo so, merito tutti gli insulti che state pensando) mi è piaciuto molto ed anche parte della conferenza è stata interessante, per quanto ancora non riesca a capire il catalano al 100%. Ma la serata è stata alquanto pesante, anche perché la conferenza si è protratta per molto più tempo di quanto avessi immaginato e il relatore ha passato la maggior parte del tempo a parlare dei suoi progetti (di dubbio gusto e validità artistica) anziché incentrare il discorso sul film.

Sono tornata a casa stanca, ma appagata e felice di aver colto alcune delle possibilità culturali che offre Barcellona. Ora l’unica cosa che manca è imparare il catalano…

PS. Con questo post inauguro una nuova categoria che spero cresca rapidamente. È soprattutto grazie a parentesi di questo tipo che riuscirò a sentirmi davvero a casa.

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