Divagazioni

Non sono felice. Diciamolo senza troppi giri di parole. Chi mi conosce sa che in poche occasioni ho ammesso di essere felice, quindi questa dichiarazione ha un’aria effimera e leggera come una piuma sospinta dalla brezza del mare.
Eppure non si tratta di leggerezza. Tutt’altro. Sembra più un peso opprimente e soffocante.
Il fatto che oggi, giovedì 13 novembre alle ore 13:44, io me ne esca con tale dichiarazione non significa che le cose vadano male. Anzi, oggettivamente va tutto benissimo. Eppure soffoco.
Mi confidavo poch’anzi con la mia sciacquetta bionda e le dicevo di come in questo periodo non riesca a “godermi la vita”. Il che non significa che io abbia voglia di uscire tutte le sere e fare follie. No. non è quello di cui ho bisogno in questo momento. È solo che mi sembra che le responsabilità, le preoccupazioni, i problemi, siano troppo pesanti in confronto alle briciole di serenità. Non c’è equilibrio, non c’è compensazione. O forse sono io a non riuscire a coglierla. Di nuovo. L’ex direbbe che semplicemente mi piace lamentarmi, che non so essere felice, perché la parte della miserabile mi piace di più. Non voglio dargli ragione. Che ne sa di me? Ha smesso di capirmi ancora prima di smettere di amarmi. Ma non voglio nemmeno perdermi pensando ad un passato che ora non mi va di ricordare. È il presente (e l’immediato futuro) ad occupare i miei pensieri ora. So benissimo cosa vorrei ora e so benissimo che sarebbe impossibile da realizzare. Ma non posso fare a meno di pensare che vivere a Londra con lui ora sarebbe l’unica cosa che potrebbe farmi sentire bene.
Forse il pensiero di ritornare a Londra, il natale imminente, la nostalgia per una famiglia che in realtà non esiste più da anni, i brutti sogni, le persone che non ritorneranno più, la mancanza di libertà che avverto ultimamente, forse tutto questo mi attanaglia la mente e mi manda a fondo, proprio quando non ho più aria nei polmoni. Ma so cosa fare: pensare, studiare, scrivere, creare, cercare, scavare dentro di me.


Ma pensavo.
La mia consolazione era pensare.
Pensare era la mia ricchezza e il mio privilegio.

Pier Paolo Pasolini
“Il treno di Casarsa” (1957)

Annunci

Un pensiero riguardo “Divagazioni”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...