Strategie/Nostalgie

Mi ricordo la prima volta che ho ascoltato gli Afterhours. In quel periodo M. (il guru) ne parlava in continuazione e io pendevo dalle sue labbra. Era il periodo in cui ancora M. mi intimoriva e a volte mi inquietava. Ero al primo anno di università e lui… non lo so. Non ho mai saputo precisamente a che anno fosse né che corsi stesse seguendo. Timidamente cercavo di affrancarmi dalla mia condizione di “matricola-pesce fuor d’acqua” e soprattutto cercavo di liberarmi dal gruppo delle altre novizie e approfittando di poche amicizie tra i veterani mi facevo spazio in Sant’Alessandro. M. passava le sue giornate ai tavoloni, qualche volta lo si vedeva a lezione di ispano, ma era più facile trovarlo lì. O alla Fnac. Ascoltava sempre musica e leggeva riviste come “Rumore” o “Il Mucchio”. Parlava di gruppi a me sconosciuti o di cui avevo solo vagamente sentito parlare. Mi affascinava il suo modo di fare e la possibilità di imparare da lui. Mi sembrava incredibile poter stare a sedere con loro a non-studiare, ma ogni volta che mi rivolgeva la parola arrossivo tanto che la faccia mi bruciava e non riuscivo a dire nulla di sensato, per quanto potessi essere preparata sull’argomento.
Insomma, tra un caffè, una sigaretta o un libro in spagnolo, mi parlò degli Afterhours. Conoscevo già Agnelli e compagnia ma non avevo nulla del gruppo e non li avevo mai realmente ascoltati. Mi passò Hai paura del buio? e fu amore “a prima vista”.
Dovetti chiedere ad Ale (Lupin) di passare il cd su cassetta affinché potessi ascoltarli in macchina. Erano i tempi della mia prima auto, una Citroën LN del ’78, che non aveva la radio – e nemmeno la 5ª – quindi dovevo girare con una radio a pile, che poi nascondevo sotto il sedile quando parcheggiavo lungo le strade milanesi.
Quell’estate ascoltai in continuazione quella cassettina, “correndo” di notte sulla superstrada Milano-Meda, cantando “Lasciami leccare l’adrenalina!” Ho iniziato ad amarli così, come compagni di viaggio.

Quanti anni sono passati? Otto.
E forse qualche mese in più.
Di Ale ed M. ho perso le tracce. Le ultime notizie che ho del primo risalgono a qualche anno fa quando si era definitivamente trasferito in Spagna e voleva seguire un corso per diventare guida turistica.
Di M., putroppo, non so nulla. Due anni fa ci siamo casualmente incrociati in una delle pieghe di internet, ma ci siamo persi di nuovo. Mi piacerebbe riabbracciarlo, vedere se finalmente ha tagliato il pizzetto (l’ho sempre preferito sbarbato!), stare a chicchierare con lui di mille cose e dirgli che ascolto ancora gli Afterhours, anche se l’ultimo album non mi convince.

Il risveglio dal sogno
Forse uccide, mai tradisce

Afterhours – Strategie

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...