Famiglie

Mi sento appesantita dopo il mio viaggio in Italia. Il terzo nel giro di pochi mesi. Non ero abituata a tornare così spesso, ma quest’anno, per un motivo o per un altro, mi vedo costretta a farlo più volte. E come al solito (o più del solito) i luoghi non mi appartengono, la gente che incontro non ascolta o non capisce, e io guardo tutti dall’alto in basso, con il piglio di chi è sicuro di ripartire.
Il secondo incontro con i suoi. Il primo incontro con i miei. Una famiglia atipica la mia. Proprio noi che eravamo così classicamente tradizionalisti, ci ritroviamo oggi con pranzi di Natale in autogrill e cene di benvenuto divise in più sessioni. E nemmeno questa volta le comunicazioni sono state facili, fluide e serene.

L’unico personaggio “sereno” è il daddy. Che strano vederlo in questo ruolo fragile e sorridente, incapace di innervosirsi, di esprimere un’opinione discordante, di reagire con il suo carattere fermo di capofamiglia all’antica. Fa quasi male vederlo così tranquillo; sembra una finzione messa in atto solo per fare arrabbiare quanti lo hanno conosciuto prima. Chiuso in un mondo tutto suo, in questa condizione di accettazione/rassegnazione.

Un motivo (il motivo) per cui sono tornata in Italia stavolta è che un’altra famiglia si è ufficialmente formata. Due persone hanno deciso di dire al mondo che vogliono esserci uno per l’altra, per sempre. E durante la cerimonia ho pianto. E ho pianto anche raccontandolo al neo-marito la domenica a pranzo. Sono una donnicciuola e certe cose mi commuovono. Sembra una cosa inutile e infantile, ma mi piacerebbe vivere tale avvenimento.
Ma intorno a noi c’erano molte altre famiglie, molti bambini, e adulti che dimenticano di essere individui dotati di cervello e senso critico, per diventare solamente i “genitori dell’ora del lupo”.

Alti e bassi. Incontri desiderati e piacevoli, altri obbligati ma felicemente evitabili.
Soprattutto, però, è stata una buona pausa da passare con lui. Dopo le miei tensioni emozionali degli ultimi tempi, questi quattro giorni passati insieme in ambienti sconosciuti o terribilmente familiari, mi hanno fatto bene. Mi hanno ricaricato ed aiutato a soppesare le situazioni in modo diverso.

La diva:

La diva

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4 pensieri riguardo “Famiglie”

  1. Suona quasi come una minaccia. E io che pensavo fosse una bella cosa essere genitori…
    Non ho nulla contro lo status di genitore, né tantomeno contro i bambini. Però ci sono atteggiamenti, o situazioni, che mi turbano.
    Mi dirai che non posso capire perché non ho figli. E probabilmente tu non riuscirai a capire il mio punto di vista. Ognuno fa le sue scelte e le sue esperienze di vita e, di conseguenza, esprime le proprie opinioni. Di questo si tratta: di opinioni personali.

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  2. Ciao Andrea! A quanto pare questa storia “dell’ora del lupo” ha sortito un certo effetto!
    Non mi sento in dovere di parafrasare ogni mia parola. Come molti altri riferimenti più o meno evidenti nel blog, si tratta di una citazione. In questo caso, si tratta di una scena del film “Caro Diario” di Nanni Moretti. Bisognerebbe aver visto il film per cogliere il significato. Per dirla in due parole, nel film la critica era che a volte i figli arrivano a governare ogni secondo della vita degli adulti, anche alcune situazioni e conversazioni “prettamente da adulti”. Per lo meno, diciamo che durante la funzione non era piacevole non riuscire a sentire il sacerdote perché la sua voce (microfonata) era coperta da altre voci.
    Senza dubbio hai ragione nel dire che il fatto di non aver senso critico non dipenda dall’avere o meno dei figli. Non ho, e non ho mai avuto, la pretesa di scrivere (o di conoscere) la verità assoluta. Esprimo qui un punto di vista e mi fa piacere poterne discutere.
    Detto questo, non era mia intenzione gettare un velo negativo su una giornata molto piacevole alla quale sono stata ben lieta di poter partecipare.
    Auguri G&V!

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  3. Puoi definire “genitori dell’ora del lupo”? Perchè io e mia moglie benchè genitori non pensiamo di aver smarrito il cervello e il senso critico. E così penso anche gli altri presenti. Per lo meno non piu’ di altri che non sono hè mariti nè mogli nè genitori.

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