Cibo per la mente

I “bocconi amari”* di Bourdain sono una delizia per la mente. Un libro ben scritto, che parte dall’argomento culinario per regalare una sincera – e cruda – riflessione sulla società nella quale consumiamo quotidianamente bocconi più o meno piacevoli. Bourdain non usa eufemismi, bensì sagaci similitudini per creare delle immagini riconoscibili ed accessibili anche a chi di alta cucina non sa nulla. Conoscitore del mondo della cucina e delle cucine del mondo, in questa raccolta di articoli, come nei suoi vari interventi pubblici, non si trattiene dall’esprimere opinioni forti nei confronti dei “malfattori”, come non difende ciecamente i “buoni”. Appare sincero e credibile, con il tono schietto di chi non cerca di accattivarsi le simpatie di nessuno; può permettersi di elogiare la cucina di Ferran Adrià e poche righe dopo fare altrettanto – seppur per ragioni differenti – a proposito di un chiosco vietnamita. Avventure agrodolci è un invito a non rifuggire nuove esperienze (e nuovi sapori), senza però perdere l’obiettiva regionevolezza delle proprie esperienze e della propria sensibilità.
La sincerità prima di tutto.

*Anthony Bourdain, Avventure agrodolci. Vizi e virtù del sottobosco culinario, Feltrinelli, Milano, 2006. Titolo originale: The Nasty Bits: Collected Varietal Cuts, Usable Trim, Scraps, and Bones

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