Does it feel like home?

Echi di un’altra vita chiamano il mio nome, vogliono trascinarmi in un presente che non mi appartiene, costruito con i cocci del passato. Sono altre le rovine su cui puntello il mio presente. Sono altri i frammenti da cui voglio vedere germogliare il futuro. E sopporto, per un po’. Ascolto, attendo paziente. Ma quando il peso si fa ingente, il pensiero fugge. Si nasconde dentro ad un sogno dalla cornice rotta. Ascolto le voci, ma cerco di proteggermi. Non voglio più lottare, voglio solo resistere per poi tornare al mio sogno. Stasera il chitarrista folle sta dando il peggio di sé. Le sue melodie assurdamente stonate passano attraverso i muri vecchi e freddi di questo edificio costruito 100 anni fa. Mi impediscono di trovare la pace in un sonno ristoratore, carico di sogni che, abbracciandomi, mi fanno sorridere. Mi sento finalmente rilassata. La ruga sulla fronte si distende. Questa è la vita che voglio. But…

The truth is you’re miles away.

Un misto di malinconia, tristezza e rabbia. Attrazione, ma anche desiderio di fuggire lontano. Anche se non sarà mai abbastanza lontano. E crescono i sensi di colpa, l’abbandono, il dolore e le incomprensioni.

Questo Natale mi sta costando caro. In tutti i sensi…

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