Speranze

Il libro che mi accompagna in questi giorni è Lettere contro la guerra di Terzani. È agghiacciante constatare quanto quelle riflessioni siano atemporali, tristemente attuali. Una storia che si ripete, con facce nuove, ma sempre uguale a se stessa.

Il 2010 si apre con le parole “crisi”, “paura”, “paranoia”. Gli Stati Uniti intensificano i controlli a seguito del fallito attentato sul volo per Detroit e in Europa si discute di scanner completi negli aeroporti. Si rende nota la notizia che degli agenti statunitensi siano morti tempo fa per un attentato in Afganistan. La notizia era stata taciuta dalla C.I.A. per non ostacolare le indagini. Chissà quante cose non sono state dette per nascondere la verità… E Guantanamo rimane ancora aperta, malgrado il Nobel.

Inizia un nuovo anno che di nuovo – temo – avrà ben poco.

Per quanto mi riguarda, non ho grandi aspettative. L’ottimismo sfrenato non è il mio forte. Quest’anno spero di recuperare una respirazione un po’ più regolare, di non essere affannata, ma nemmeno stancamente apatica. Spero di visitare delle città europee in cui non sono mai stata e spero che il tempo non passi troppo in fretta. Spero di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo e di andare a dormire sentendomi in pace con me stessa, contenta di ciò che sono.

“Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perché ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all’uso, di un partito o alle parole di un testo sacro.”

Speranza è una bella parola. La definizione che ho trovato è: l’attesa viva e fiduciosa di un bene futuro. Fiducia, futuro, bene, vita. Una forza che fa andare avanti contro ogni probabilità. Mi piacerebbe poter sperare che il 2010 porti quel vento di cambiamento di cui tutti abbiamo bisogno. Ma la speranza da sola non basta.

Un nuovo inno per il 2010 potrebbe essere questo:

People are people

People are people so why should it be
You and I should get along so awfully.

So we’re different colours
And we’re different creeds
And different people have different needs.
It’s obvious you hate me
Though I’ve done nothing wrong
I never even met you
So what could I have done.

I can’t understand
What makes a man
Hate another man.

Help me understand.

Martin L. Gore – 1984

Speranze

Il libro che mi accompagna in questi giorni è Lettere contro la guerra di Terzani. È agghiacciante constatare quanto quelle riflessioni siano atemporali, tristemente attuali. Una storia che si ripete, con facce nuove, ma sempre uguale a se stessa.

Il 2010 si apre con le parole “crisi”, “paura”, “paranoia”. Gli Stati Uniti intensificano i controlli a seguito del fallito attentato sul volo per Detroit e in Europa si discute di scanner completi negli aeroporti. Si rende nota la notizia che degli agenti statunitensi siano morti tempo fa per un attentato in Afganistan. La notizia era stata taciuta dalla C.I.A. per non ostacolare le indagini. Chissà quante cose non sono state dette per nascondere la verità… E Guantanamo rimane ancora aperta, malgrado il Nobel.

Inizia un nuovo anno che di nuovo – temo – avrà ben poco.

Per quanto mi riguarda, non ho grandi aspettative. L’ottimismo sfrenato non è il mio forte. Quest’anno spero di recuperare una respirazione un po’ più regolare, di non essere affannata, ma nemmeno stancamente apatica. Spero di visitare delle città europee in cui non sono mai stata e spero che il tempo non passi troppo in fretta. Spero di imarare ogni giorno qualcosa di nuovo e di andare a dormire sentendomi in pace con me stessa, contenta di ciò che sono.

“Ho bisogno di sentirmi libero. E questa libertà è faticosa perchè ogni volta, davanti ad una situazione, quando bisogna decidere cosa pensare, cosa fare, si può solo ricorrere alla propria testa, al proprio cuore e non alla facile linea, pronta all’uso, di un partito o alle parole di un testo sacro.”

Speranza è una bella parola. La definizione che ho trovato è: l’attesa viva e fiduciosa di un bene futuro. Fiducia, futuro, bene, vita. Una forza che fa andare avanti contro ogni probabilità. Mi piacerebbe poter sperare che il 2010 porti quel vento di cambiamento di cui tutti abbiamo bisogno. Ma la speranza da sola non basta.

Un nuovo inno per il 2010 potrebbe essere questo, scritto da Mr Gore nel 1984:

People are people

People are people so why should it be

You and I should get along so awfully.

So we’re different colours

And we’re different creeds

And different people have different needs.

It’s obvious you hate me

Though I’ve done nothing wrong

I never even met you

So what could I have done.

I can’t understand

What makes a man

Hate another man.

Help me understand.

People are people so why should it be

You and I should get along so awfully.

Help me understand.

Now you’re punching and you’re kicking

And you’re shouting at me

I’m relying on your common decency

So far it hasn’t surfaced

But I’m sure it exists

It just takes a while to travel

From your head to your fist.

I can’t understand

What makes a man

Hate another man.

Help me understand.

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