Precisione svizzera

Non pensavo fosse possibile essere così tanto interessati ad un font, parlarne con tanta passione. Mi sembra ancora più incredibile che ci sia gente che si occupi quotidianamente di caratteri tipografici e che faccia quello per tutta la vita. Quando scrivo su un foglio di word e seleziono un font, per scelta o per dovere, non penso mai al fatto che qualcuno abbia effettivamente pensato e disegnato ogni lettera. Che abbia studiato lo stile e il bilanciamento dei caratteri. Non mi sono mai posta il problema di come nasca un font, o dei motivi che spingono alla creazione di un nuovo carattere di stampa.
La conferenza organizzata dal MACBA in collaborazione con il Disseny Hub Barcelona (DHUB)* trattava proprio degli aspetti “behind the scenes” della tipografia: la nascita di un font, le ragioni sociali, oltre che artistiche, che possono spingere ad ideare un nuovo carattere di stampa o adattarlo come una sorta di manifesto. Il documentario di Gary Hustwit con cui si è aperta la serata è un viaggio lungo 50 anni, dalla nascita dell’Helvetica al suo uso nella grafica di oggi. Un font nato per rispondere alle esigenze di equilibrio e neutralità del secondo dopoguerra, un modo per spogliarsi degli artifici barocchi e centrare l’attenzione sul messaggio. Il significato intrinseco nell’uso dell’Helvetica era che il messaggio dovesse essere accessibile a tutti, che fosse diretto e trasparente, un messaggio di cui ci si potesse fidare e in cui tutti potessero riconoscersi.
Sono passate 5 decadi da allora e l’Helvetica ha vissuto varie fasi ed ha assunto, suo malgrado, vari significati politici. Oggi si continua a parlarne e ad usarlo per il suo valore iconico, la forza con cui consegna il messaggio, la sua semplicità che non va confusa con la banalità. Forse la vera sfida attuale è continuare a dare nuovo respiro a questo font tanto sfruttato.

La presentazione dello studio di grafica Experimental Jetset, di seguito alla proiezione, ha visto come fulcro del discorso le ragioni che li hanno portati ad eleggere Helvatica come font principale per i loro lavori. Si parte da un bisogno di semplicità e praticità legato all’uso di questo carattere di stampa, per passare poi alla valenza iconica del font, all’eredità che ci viene consegnata oggi dopo 50 anni di uso dell’Helvetica in diversi ambiti e al valore artistico intrinseco al font stesso. Experimental Jetset hanno anche dato un buona lezione di genuinità ed umanità fermandosi ad incontrare gli spettatori alla fine della conferenza, dimostrando di essere persone reali oltre che uno studio rinomato a livello internazionale.

NOTA PERSONALE:
“Hai ampliato i miei orizzonti. Grazie.”


* Helvetica – Proyección y conferencia con el estudio Experimental Jetset. Giovedì 4 febbraio 2010, alle h. 19.00, Auditorio MACBA.

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