L’Italia era una Repubblica democratica…

26-06-2010
Appunti di viaggio – Parte I – La politica

Dopo le otto ore passate in aeroporto giovedì, con volo cancellato e sostituito con quello di sabato mattina, atterro a Malpensa alle 8:30. Prima cosa da fare: colazione all’italiana con caffè e cornetto alla crema. Seconda cosa: munirsi di stampa locale per cercare di farsi un’idea della situazione. E la prima corposa notizia qual è? L’istituzione di un inutile ministero, orchestrata solo per dare la possibilità ad un malfattore di sottrarsi al lungo (o dovrei dire “corto ed atrofizzato”?) braccio della legge. A quanto pare non c’è legge che vieti ad un uomo sotto processo, ma non condannato, di assumere incarichi politici. E già non sono d’accordo, ma in più questa ha tutta l’aria di essere una facile scappatoia per evitare un processo che potrebbe portare a galla notizie “interessanti” per alcuni e preoccupanti per altri. Ancora una volta Berlusconi cerca di farsi beffe di un intero paese. Ma forse questa è l’occasione giusta per aprire gli occhi e smascherarlo. I suoi alleati lo isolano, i giornalisti costretti al silenzio insorgono, forse qualcosa si sta muovendo. Eppure, io stessa, mentre scrivo queste righe, fatico a crederlo. Visti i reiterati abusi di potere, mi viene da pensare che anche questa volta ci sarà un colpo di coda finale in grado di riscattarlo e dipingerlo come vittima innocente.

E di fronte a questa storia, che opinione si può avere dei leghisti, che si sono dissociati dalle mosse berlusconiane elevandosi a unici “cavalieri difensori del federalismo” (secondo le parole del ministro Calderoli*)? O meglio “secessionismo”? È giunto il momento di ricordare a questi ministri che hanno giorato sulla costituzione della Repubblica Italiana che non prevede parcelizzazioni di sorta.

È paradossale pensare che in un clima di ignoranza e dittatura come quello che mi sembra di respirare qui, l’integrità politica e costituzionale sia rappresentata da un uomo il cui partito è erede dell’unico partito che secondo la costituzione non può essere riorganizzato.

L’Italia mi ha dato il benvenuto, presentando la sua peggior facciata di ignoranza ed arretratezza, che ho sperimentato direttamente quando un compaesano di mio padre (il paese in questione si trova nella neonata provincia di Monza e Brianza) mi ha messo in guardia dai “terüni”, dicendomi che non ci si deve fidare “di quelli lì” e che “bisogna difendere la razza”. La mia risposta, accompagnata da uno sguardo di disgusto, è stata: “Bella razza da difendere…”

“Sono arrivato a chiedermi se l’immeritata bellezza (o quel che ne rimane) del nostro Paese non sia la più subdola delle maledizioni. Ci fa credere di essere i beati abitanti di un paradiso in cocci, tanti cocci quanti ne bastano per qualche ora divina davanti al mare o tra le pietre magiche di una città d’arte. Ci impedisce di percepire fino in fondo quel campionario di bassezze umane e di soprusi sociali che siamo diventati.”

Michele Serra, “L’amaca”, La Repubblica, sabato 26 giugno 2010, p. 26

* Tra l’altro, il titolo di “Ministro per la Semplificazione Normativa” suona tanto inutile quanto “Ministro per l’Attuazione del federalismo”…

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