Mamma Roma – II

Appunti di viaggio – Parte II – Caput Mundi

Roma è una giungla.
Attraversare la strada può trasformarsi in un dramma, con moto, macchine ed autobus che cercano di passare in ogni modo.
Il significato di “mettersi in coda” ad uno sportello non sembra essere molto chiaro o, più semplicemente, l’idea non viene condivisa dai viaggiatori in partenza da Fiumicino.
La gente è tanto informale che a volte rasenta la maleducazione.

Roma è incredibile.
Camminando per la città si avverte la surreale sensazione di essere parte di qualcosa che vada oltre la nostra realtà personale. I nomi delle vie e dei palazzi rimandano alle pagine di un libro, ad un evento storico/politico, alla scena di un film. Via Veneto, via Merulana, via Delle Botteghe Oscure, palazzo Madama, piazza di Spagna… E poi le rovine: colonne, muri, templi, archi, che da secoli resistono sotto il sole, la pioggia, le foto dei turisti. Testimonio di una delle civiltà più grandi ed importanti della storia e che ora stanno al centro di una nazione in declino.

Roma si è mostrata in tutta la sua bellezza.
Con le sue chiese, le viette di sampietrini, le scalinate, il tramonto sul Tevere, i gatti tra le rovine e le osterie di Campo dei Fiori. Dal momento in cui nel finestrino del treno è spuntato il cupolone, mi sono lasciata trasportare dalle emozioni, dalla curiosità, dall’interesse un po’ da turista e un po’ intellettuale di andare a cercare il fascino di una città che per secoli ha attirato persone da ogni angolo del mondo. Particolare importanza ha avuto a questo proposito la visita al cimitero acattolico per gli stranieri, dove, in un’atmosfera di totale quiete, riposano le spoglie di quanti hanno vissuto gli ultimi momenti in questa città che li affascinava al punto di non rientrare più in patria. Il caos della città e i ritmi della vita quotidiana scompaiono all’interno di quelle mura irregolari, mutate nel tempo.

Per prolungare la magia dell’esperienza ho portato con me un libro di uno dei figli di Mamma Roma, un intellettuale inevitabilmente legato a Roma, benché nato in un’altra città. Se avessi letto Ragazzi di vita prima di questo viaggio, probabilmente non avrei sopportato la parlata delle borgate, non sarei stata in grado di “seguire” i ragazzi per la città. Ma ora che anch’io ho percorso (a piedi!) quelle strade assolate mi immergo in maniera diversa nel testo di Pasolini.

Roma è da vedere, da esplorare a piedi (o magari in moto…). Per poterla apprezzare ho dovuto fare lo sforzo di non paragonarla ad altre città in cui ho vissuto o vorrei vivere.

Roma è diversa.

Roma non fa per me, nel senso che dubito di poterci vivere in pianta stabile. Eppure, la sua grandezza e il suo fascino non mi hanno lasciata indifferente.

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