Seagull-spotting

Un’ora passata in spiaggia, sdraiata supina sul pareo, a leggere un libro accarezzata dagli ultimi raggi di sole, dalla brezza quasi autunnale, dal profumo del mare e dal ritmo delle onde. Meritavo di concludere la giornata facendomi questo regalino. Oggi è stata una giornata “no”. Mi sono sentita sfruttata, incompresa, accantonata, sola. Mi sto impegnando a non lamentarmi (troppo) e a cercare di vedere anche i lati positivi, ma quando poi mi capitano delle giornate così ho solo voglia di alzare la musica dell’iPod, finire il prima possibile di lavorare e correre fuori sbattendo la porta.

Ieri sera ho parlato con lo zio W. (e anche brevemente con capo A.) che mi ha aggiornato su i suoi progetti futuri, sul fatto che darà le dimissioni e partirà verso l’ignoto. Sono orgogliosa di lui, perché ha trovato il coraggio di fare quel passo. È riuscito a concentrarsi su di sè, a misurare possibilità e desideri, a non rimanere intrappolato. Come invece mi sento io a volte. È stato bello parlare con lui, come facevamo quando la mattina mi sedevo sul suo computer e ci raccontavamo le nostre vite. Sono contenta per lui, ma sono anche un po’ malinconica se penso che la prossima volta che andrò a Londra non ci sarà e che probabilmente sarà sempre più difficile incontrarsi.

Ecco di nuovo quella angosciante sensazione che mi prende quando sembra che tutti vadano avanti, mentre io resto ferma perdendo tempo e guardando passare i treni, o, in questo caso, volare i gabbiani.

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