Elezioni municipali 2011 – Barcelona

Mi interessa la politica, ma non mi sento rappresentata da nessun partito e da nessun candidato. Ieri ho lavorato ai seggi per le elezioni municipali di Barcellona ed ho avuto l’opportunità di sperimentare un diverso sitema elettorale, che con le sue pecche e i suoi pregi, mi ha fatto riflettere sul sitema elettorale italiano, gli sprechi, i tramiti burocratici e soprattutto mi ha avvicinato a quello che pensa la gente “del barri”. È stata un’esperienza molto positiva, per quanto non fossi per nulla entusiasta di doverci andare. Ma, come commentava il mio compagno di sventure, ora siamo animali civilizzati che devono sottostare alle regole comunitarie e le elezioni ne sono l’esempio (frase seguita da un amaro commento sul fatto che fuori facesse un tempo stupendo e noi poveracci incastrati tra tavolo e sedia per 14 ore).
Un’esempio di democrazia o uno spreco di tempo? Come sempre, quando le cose non vanno bene il partito in carica viene punito, con il rischio di cadere nelle mani di gente peggiore. Mi sono quindi chiesta quali fossero le alternative, non solo a livello locale, bensì a livello europeo. L’Europa sta (tristemente) volgendosi a destra, come logica conseguenza di una sinistra incapace di farsi portavoce e difensore delle reali necessità dei cittadini e di dimostrarsi al passo coi tempi. Sono stanca di votare per il male minore o di dare il mio voto a uno solo per non far vincere l’altro. Ieri mi sono sentita dire che i voti ai partiti minori sono voti buttati, ma forse la chiave del vero cambiamento sta proprio nel dare il voto a questi partiti, che con budget minore sono già di partenza in maggior contatto con la gente “normale”, piccoli partiti che anche con un solo seggio potrebbero promuovere un dialogo, un commento, una riflessione su ciò che importa veramente. È anche vero che a volte questi piccoli partiti sono il covo di ignoranti xenofobi che fanno leva sulle paure altrui e purtroppo anche questi partiti si stanno moltiplicando e stanno crescendo di nascosto. Se continuiamo a votare però solo i due grandi blocchi politici, questi continueranno ad avvicendarsi e a studiare sempre nuovi modi per convincerci delle loro menzogne. Non sono più sicura che scegliere il male minore sia una scelta intelligente. Che futuro vogliamo per la nostra società? O, ancor meglio, che presente vogliamo?

Di seguito un esempio di quello che per alcuni è un voto sprecato, ma che per altri rappresenta un’alternativa sincera per iniziare a cambiare le cose.

PS: Tengo un occhio aperto sul ballottaggio di Milano…

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