Un sabato qualunque

Svezia – Giorno 3
Oggi mi sento davvero a casa: stamattina ho fatto un po’ di pulizie, ho lavato il pavimento così posso girare per casa scalza da brava svedese. Ho messo una sedia nell’ingresso, vicino alla porta per potermi sedere a togliere e mettere le scarpe.
Dopo le pulizie ho preso l’autobus – sempre puntualissimo – e sono andata al Solna Centrum (il centro commerciale più vicino) dove ho comprato uno sciroppo per la tosse, che non sopporto più, e ho fatto la spesa all’ICA – catena di supermercati anche citata sul mio libro di svedese.

Aspettando l’autbus per tornare a casa ho chiacchierato con un tipo strano mi ha attaccato un gancio incredibile. Mi ha spiegato che aveva preso in prestito un DVD dalla biblioteca e che si trattava di un film che gli ricordava l’infanzia. Poi, dopo avargli detto che sono italiana, mi ha parlato di Firenze e del Rinascimento. Mi ha poi consigliato di andare all’ufficio informazioni turistiche a Kungsgården (?) dove mi potrei informare sugli eventi gratuiti che ci sono in città. A quanto pare ci sono mole cose che si possono fare e vedere senza pagare, il che è decisamente interessante. La conversazione si è conclusa con l’arrivo dell’autobus, preceduto da una citazione da parte sua di Johnny Cash e di Folsom Prison, che mi ha fatto pensare che lui potesse essere un ex-galeotto, soprattutto quando ha detto: “Sometimes we do stupid things.”
Quando ha iniziato a parlarmi mi ero un po’ preoccupata, perché non riuscivo a capire dove volesse andare a parare, ma poi ho pensato che fosse semplicemente solo, che si stesse riprendendo dopo aver avuto dei problemi di alcol, droga o prigione. Aveva un’età indefibile, avrebbe potuto essere giovane, ma sciupato, oppure più in là con gli anni, ma tutto sommato in forma. Era vestito come un ventenne negli anni 80: jeans slavati stretti, reebok bianche ai piedi, maglietta bianca e giubbino di jeans con delle toppe stile punk (non ho riconosciuto nessun simbolo). Aveva un’aria nostalgica, di uno che non riesce a sentirsi bene in nessun luogo, eppure c’era qualcosa di positivo in quello che diceva e nel modo in cui lo diceva.
Ha detto: “I’m a bit mad”, ma chi non lo è?

(PS: ieri sera stavo scrivendo un post ed ero abbastanza soddisfatta, ma poi OpenOffice si è bloccato e ho dovuto riavviare, con il risultato di aver perso tutto…)

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