16 – 17 – 18

Sabato

In viaggio verso Göteborg. Ieri sera sono uscita e sono tornata più tardi del previsto a causa di mancate coincidenze. Per fortuna avevo già preparato la borsa per oggi perché stamattina ho spento la sveglia e sono tornata a dormire, così che invece che alle 6:15 mi sono alzata alle 6:50 e sono corsa come una pazza in stazione. Il treno era alle 7:02. Sono arrivata alle 7:01. Una volta in stazione centrale mi sono fermata a prendere un caffè ma ne ho rovesciato la metà quando ho cercato di aggiungerci del latte e ho fatto un disastro.
Peripezie a parte, sono sul treno, seduta accanto a due ragazze, abbastanza rappresentative dello stereotipo della sciacquina svedese e non hanno smesso di parlare un secondo da quando sono salite sul treno. E il viaggio dura altre 3 ore…
Una delle due ha tolto un libro dalla borsa, ma non sembra avere troppa intenzione di leggerlo. Coincidenza, è il libro che ha tradotto l’amico italiano che dovrei incontrare lunedì.
L’altra ragazza ha appena aperto un RedBull light e io stavo per vomitare perché non ne sopporto l’odore.
Dovrei mettermi a studiare prima o poi..

Domenica

Göteborg, città portuale, industriale sulla costa ovest della Svezia.
Non l’ho trovata molto interessante. Ci sono stata solo un giorno e mezzo osipite di una collega (persona alquanto atipica) e non ho visto molto, ma quello che ho visto non mi ha esaltato. Un voto positivo va dato a:
Oscar Fredriks kyrka
Skansen Kronan
Slottskogen
Haga

Ma la mia ospite non è molto interessata agli aspetti culturali della città, quindi il viaggio non mi ha dato molto dal punto di vista turistico, ma molto dal punto di vista umano. La collega che mi ospitava (anche se in realtà eravamo a casa di una sua amica che vive più in centro) è una femminista, lesbica, vegana post-hippie che ultimamente ha anche deciso di darsi al raw-food. Abbiamo quindi evitato tutti i negozi e i posti “cool” della città perché non è interessata a frequentarli, ho pranzato in due ristoranti vegan-vegetariani molto buoni ed ho raccolto varie informazioni su una stile di vita completamente diverso dal mio.
Alla luce di questa prima esperienza dovrei dire che non mi è piaciuta la città. Sono però sicura di poterci trovare qualcosa di interessante se dovessi tornare. I prezzi mi sembrano più accettabili di quelli di Stoccolma, ma c’è quest’area di cittadina che non mi convince. D’inverno poi credo che sarebbe inaccettabile. Stockholm rules!
E sono contenta di essere nel viaggio di ritorno. In stazione dovrei incontrarmi con l’amico italiano traduttore, che mi ha mandato un sms poco fa dicendomi che domani deve partire prima del previsto e mi ha proposto di vederci stasera. Mi fa davvero piacere incontrarlo, parlare con lui e sentire la sua versione della vita in Svezia, anche se sono quasi sicura che avrà quasi esclusimente commenti positivi.

PS Ho anche raccolto preziose informazioni per quanto riguarda il lavoro, quindi è stato un viaggio decisamente utile.

Lunedì

Ieri sera ho passato un paio d’ore molto piacevoli in compagnia dell’amico traduttore che mi ha fatto da cicerone e mi ha invitato ad una fika tardia nell’accogliente (e famoso) Kaffekoppen in Stortorget a Gamla Stan. Come speravo ci siamo aggiornati sulle nostre vite ed abbiamo intercambiato impressioni sulle città e società in cui viviamo.
Sono arrivata a casa alle 23. Distrutta. E ho dovuto finire dei compiti per la lezione di oggi (che è andata molto bene visto che nel test ho preso 96/100!).
Dopo la lezione, ho pranzato a base di sushi nel parco dello Stockholms Observatorium, poi sono andata a vedere Gustav Vasa Kyrkan e la bellissima e mozzafiato Stadsbiblioteket.
Il giro turistico è proseguito all’interessantissimo Historiska Museet, dove, tra l’altro, mi sono iscritta ad un sito per trovare informazioni sugli emigranti arrivati a Ellis Island agli inizi del 1900. Ho trovato persone registrate con il cognome di mia nonna materna e so che sua sorella ed altri familiari e amici della valle sono emigrati quindi vorrei continuare ad investigare.
Domani non c’è lezione, recupereremo giovedì con una giornata super-intensiva di 8 ore di lezione. Quindi domani Nordiska Museet e shopping/souvenires.

La vacanza studio è nella fase discendente, mancano 6 giorni, in cui devo comprare delle cosine da portare in Italia, organizzare una cena con il mio project manager e altri dell’ufficio, tornare a Fotografiska (se riesco), incontrare un’amica con la bambina il sabato a Djurgården, trovare dei libri per poter continuare a studiare ed approfondire. Mi sembra che il tempo sia passato rapidamente, con la stessa velocità in cui i soldi sono scivolati fuori dalle mie tasche e dal mio conto attraverso qualla carta plasitficata…

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