Ogni angolo un ricordo

La sera al bar della rotonda. Il Galway Bay. I pomeriggi di pioggia sotto i portici. La radio. Un appuntamento al buio. La stazione. Tanti volti. I concerti in piazza e nel cortile della biblioteca. Il teatro. Guidare a fari spenti nella notte. Tanti anni. Tanti stili. Musiche diverse in sottofondo. Le passeggiate in centro il sabato pomeriggio. Il negozio di dischi. Il cinema. Sfuggire alle vie dello shopping e rifugiarsi al parco. Le chitarre. I capelli colorati. I sorrisi e gli abbracci. Gli incontri casuali e quelli cercati. Il commercio equo. Le droghe leggere. Le musiche che non conoscevo e le canzoni che imparavo a suonare. I baci. Gli amori immaginati. Le persone idealizzate. Una storia finita e una, o più, mai iniziata. Un violino. Camus. Fare autostop. La voglia di conoscere. L’inquietudine. I sogni. Le speranze, finite, sfinite. I treni persi e i viaggi in buona compagnia. Minidisc. Adesivi sul finestrino. La ruota di uno skate. La radio sotto il sedile. Birra e finestrini abbassati. L’incoscienza. La ricerca della propria voce. Capelli lunghi. Sedersi per terra. Le chiacchierate interminabili. La ribellione.

Niente aveva un senso. Eppure tutto lo aveva.

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