Così vicino, così lontano

Strana la vita. Fai progetti che crollano in un soffio e ti ritrovi in piani che non hai mai progettato. A volte poi scopri che in realtà non ti appartengono. Che sei chiusa in un abbraccio, ma non potresti essere più lontana di così. Scopri che le distanze fisiche non sono nulla e che invece le barriere sono insormontabili. Barriere impossibili da superare perchè non si riescono nemmeno a vedere.

Mi sento fragile e forte allo stesso tempo.
Forte, perchè mi sono costruita un guscio per rinchiudere ciò che c’è di più bello e liberarlo solo al momento giusto.
Forte, perchè ho fatto delle scelte e le vivo tutte sulla mia pelle.
Fragile, perchè sono sola. Perchè nessuno riesce a superare la barriera (forse non glielo lascio fare o forse non sono interessati a farlo). Mentre il mondo festeggia, il mio mondo dorme, piange, pensa.
Ho gli occhi gonfi, che bruciano. Ma non ho sonno. Ho pensieri ingarbugliati nella testa. E fotografie e ricordi. Un modo decisamente insolito di iniziare un nuovo anno. Scrivo. Perchè sono stanca di parlare da sola. E non sono pronta per parlare con altri.
Guarderei un film. Di quelli lenti e pesanti o scriverei ad un computer finché non crollo addormentata. Invece scrivo su questi fogli di carta, con una biro nera. Mentre ascolto il suo respiro e i passi veloci del cane al piano di sopra.

Così vicino, così lontano.

Senso di tristezza, di noia, di impotenza, di solitudine, di inutilità.

Voglia di chiudermi ancora in un mondo tutto mio, dove soffrire e star bene a modo mio. Dove essere nera come i vestiti che porto. Dove non c’è bisogno di parlare.
Voglia di creare con la mente mondi nuovi che danno spazio ai miei pensieri più cupi. Scrivere e alleggerire un cuore che non mi dà tregua.
Voglia di normalità. Una normalità così banale da farmi vomitare dopo soli due minuti. Una normalità che rifuggo per essere felice (e soddisfatta) a modo mio. E poi mi trovo a parlare da sola la notte del 31 dicembre.
Solo una canzone nella testa, che non riesco a scacciare, e presagi di cadute, lacrime per raccontare storie vissute troppo intensamente.

Sarà un anno bellissimo.

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6 pensieri riguardo “Così vicino, così lontano”

  1. Questo 2008…bhè,credimi Hysteria… è il bisestile piu fortunato che io abbia mai cavalcato,mi sono lasciato,alle spalle, come una simbiotica muta un 2007 “fottutamente” stonato…bhè,se questo è l’inizio,puo solo andare meglio…grazie per gli auguri!!!

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  2. Ti capisco,quando mi sono separato ero incredibilmente giu di morale,e…quelli che mi dicevano domani il sole splende…bhè,non avevo sguardo da volgere al cielo…sarà un anno bellissimo,quando si tocca il fondo…si puo solo risalire…tvb.

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