Notes from a (cold) Sunday morning

“I want to have the utopian combination of security and freedom, and emotionally I need to be completely absorbed in some work or in a man I love. I think the first is to take or make freedom, which will give me the opportunity to become concentrated again and just hope that some sort of security follows and even if it doesn’t the struggle will keep me awake and alive.”

Lee Miller

Non vedo l’ora di partire. Voglio spremere il più possibile questa città e poi andarmene sorridendo. Tre anni fa mi sono laureata e dopo due settimane ho messo un po’ di cose in valigia e sono venuta qui. Inseguendo la persona che amavo. Con pochi sogni – quasi nessuno a dire la verità – ma tanta voglia di fuggire via, di cambiare. Tra qualche mese rimetto le cose in valigia e riparto, ancora una volta inseguendo una persona che amo. Mi chiedo se stia sbagliando. Riassunto in due parole risulta un patetico tentativo di adeguarmi alle necessità altrui, come se fossi sempre io a dovermi piegare. Triste.
Poi leggo le parole di Lee Miller e non posso fare a meno di ritrovarmici. Stare qui senza poter fare il lavoro che mi piace, senza quelle poche relazioni interpersonali che mi sono costruita negli ultimi tempi, significherebbe obbligarmi ad essere triste e malinconica. Non so ancora che lavoro troverò a Barcellona, non so ancora dove abiterò, ma il pensiero di provare ad essere felice mi basta per fare i bagagli. Risulto debole e patetica perché scelgo le mie destinazioni in base al cuore? Può darsi. Ma mi piace pensare che il fatto che la destinazione sia prefissata rappresenti solo un’occasione che mi viene offerta per esplorare, per cercare un senso di “libertà e sicurezza”, per trovare continui stimoli che mi aiutino a capire cosa c’è qua dentro.
E se tutto questo non bastasse a convincermi che ho degli ottimi motivi per partire, mi basta dare un’occhiata alle previsioni del tempo per trovare una risposta.

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11 pensieri su “Notes from a (cold) Sunday morning”

  1. Io sono dalla tua.

    Credo che le persone come noi si pentano molto di piú della vilta’ di non aver seguito il proprio cuore che del coraggio di averlo seguito, qualunque siano i risultati finali.

    Ciao,
    R

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  2. Grazie Any! Tra un po’ dovrò cambiare la foto della testata…

    Cignetta, qui le temperature si stanno lentamente alzando e oggi sto sfoggiando un timido maglioncino di cotone. Teniamo le dita incrociate!

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  3. Grazie a tutti!! Ricambio i baci e gli abbracci.

    b.a, a proposito di stagioni, come va il collaudo del guardaroba primaverile?

    Andy, spero di solo di non fare la stessa fine di Carmen! 😉

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  4. io adoro Londra ma sul clima non ti si può certo dare torto….
    a parte tutto, dove c’è scritto che trasferirsi per questioni di cuore è reato?
    Non cerchiamo continuamente di essere felici?
    Quindi prepara i bagagli e vai!

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  5. Ciao Laura. Le persone coraggiose sono quelle che mollano tutto e rischiano la vita per un ideale. O che restano nella propria quotidianità e si fanno in quattro pur di dare un futuro migliore ai propri figli.
    Il mio non è coraggio, ma sentimentalismo, egoismo, impazienza e curiosità. Ho la fortuna di poter prendere decisioni ispirate dai miei desideri. E se è vero che da qualche mese non penso più solo al singolare, posso godere di una certa leggerezza.
    Ma un po’ di fortuna non guasta mai! Grazie!

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